Cos’è e come si usa il rossetto

Adorato e molto usate dalle donne di tutto il mondo, il rossetto rappresenta da sempre il simbolo della femminilità. Adatto per ogni occasione, dall’ufficio alla serata romantica, il rossetto è anche un’icona di seduzione, che permette di modificare il colore e la forma delle proprie labbra per renderle più sensuali e appetibili. Vediamo come nasce e come si usa il rossetto.

Perché il rossetto seduce?

Ormai basta affacciarsi in profumeria per essere attorniate da migliaia di tipi di rossetto, di colori e marche differenti, ma tutti con la stessa promessa di seduzione. Il rossetto, infatti, è un simbolo di seduzione per eccellenza e viene indossato dalle donne in qualsiasi tipo di occasione, dato che oggi ne esiste uno adatto a ogni esigenza. In genere, si distinguono tre tipologie di rossetto: il lipstick, il lucidalabbra o lipgloss, e il rossetto opaco. Qual è la differenza? Il lipstick è il rossetto più comune e usato, il lipgloss è un tipo più liquido e cremoso che si applica con un pennellino, mentre il rossetto opaco viene indossato per far apparire più piccole le labbra troppo grandi grazie ai pigmenti compatti di cui è composto.

Il rossetto opaco, quindi, sembrerebbe andare contro corrente rispetto al desiderio di ogni donna di avere labbra carnose e seducenti alla Angelina Jolie: tutte le donne, infatti, pretendono che il rossetto faccia risaltare le loro labbra, le renda più appetibili e più seducenti. Se l’applicazione del rossetto serve a rendere una donna più seducente, forse si potrebbero evitare quegli inutili interventi chirurgici specialmente che riguardano le labbra, dato che il rossetto permette di avere delle labbra carnose e belle in maniera “quasi” naturale. Ovviamente l’effetto seduzione dipende anche molto dall’uso che se ne fa, per questo non si smette mai di imparare trucchi del mestiere.

Quali sono i trucchi per applicare bene il rossetto?

Per applicare il rossetto sulle proprie labbra è possibile usare direttamente lo stesso corpo del cosmetico che fuoriesce dall’astuccio, altrimenti si può ricorrere a un pennellino sottile. Il lipgloss, per esempio, si può applicare direttamente con il pennello contenuto nella stessa confezione, ma si tende a passarlo dopo una prima applicazione base di rossetto per ottimizzarne la tenuta e la resa. Il lipgloss, infatti, si può scegliere in un colore simile o uguale a quello del rossetto, oppure in una tinta neutra che permette di usarlo come un lucidalabbra. Quando si applica il rossetto, se non si è troppo pratiche e non si vuole incorrere in errori fin dall’inizio, è preferibile disegnare i contorni delle labbra con una matita neutra o di una tonalità più scura o più chiara del rossetto che si intende usare.

Con la matita si dovrà avere però, la furbizia di ingrandire le labbra di un paio di millimetri: se le labbra sono particolarmente piccole e strette, è consigliabile usare una matita più scura del rossetto, se le labbra sono troppo grandi e le si vuole rimpicciolire è possibile ricorrere ai rossetti opachi. Se l’applicazione del rossetto dipende da quella della matita allora meglio far pratica: in genere, si inizia col tratteggiare il labbro superiore e poi quello inferiore, partendo dal centro e poi dai lati in modo da unirli in un’unica linea compatta. Quindi si passa con decisione il rossetto sia sulle labbra superiori che su quelle inferiori, e per farlo durare di più, dopo la prima applicazione, si consiglia di passare della carta velina sulle labbra per togliere il colore in eccesso, mentre per fissarlo serve un velo di cipria prima di procedere con una seconda applicazione

Come scegliere le sedie più eleganti?

Arredare la propria casa oggi sembra sempre più un’impresa da record dato che esistono migliaia di arredi e mobili tra cui poter scegliere e sembra non s abbia né il denaro né il tempo necessario per effettuare le dovute valutazioni eppure almeno una cosa si riesce a decidere a volte già a priori, ovvero lo stile che dovrà assumere l’ambiente domestico. E in cui andranno di sicuro sistemate delle sedute… vediamo come.

La moda delle sedie di lusso

Lo stile classico fa più vintage ma lo stile moderno fa più lusso? Non bisogna essere indecisi o almeno non si dovrebbe troppo: se è vero che la casa è lo specchio di chi vi abita, non dovrebbe risultare difficile o troppo complicato arredarla secondo i propri gusti e le proprie necessità, eppure nella maggior parte delle coppia ciò che più stressa è proprio l’arredamento della casa che spesse volte sembra essere in costante e continuo aggiornamento e non si finisce mai di acquistare mobilio di vario genere, ma a che pro? Dopotutto prima che stylish, un’abitazione dev’essere confortevole sia per gli abitanti che per chi viene invitato che leggerà eventuali stonatura nella linea generale dell’arredo come insicurezze esistenti all’interno della coppia che si riflesse sull’arredamento domestico.

Perché anche da queste piccole cose è possibile capire il carattere dei padroni di casa e capire perché hanno scelto un determinato pezzo di arredo in un determinato stile piuttosto che un altro. Per fortuna che uno dei ‘pezzi’ intramontabili e che non muoiono mai, nonostante mode, tendenze e stili cambino di continuo, sono le sedie, in special modo quelle di classe superiore, le sedie eleganti, che restano sempre un must have d’arredamento, pezzi unici più che rari, che molti si ostinano a collezionare ponendoli a mo’ di ninnoli su un pavimento. Che siano dalle forme classiche o dalle linee più moderne, da sempre le sedie donano fascino alla casa e non solo, introdurle in qualsiasi tipo di ambiente rende quest’ultimo subito diverso e non per niente le sedie che vengono scelte per ambienti domestici e per ambienti lavorativi sono diverse, dati i due diversi ruoli ricoperti.

Quando le sedie sono lo specchio dell’anima

Eppure sia in un ambiente più intimo che in uno professionale le sedie di lusso eleganti sono sempre di moda e non smettono di rendere speciale e di riempire uno spazio. Diversamente da altri tipi di accessori o di arredi, sedie eleganti entrate a far parte dello stile italiano e simbolo dell’Italia nel mondo, riescono a conferire un qualcosa in più, quel ‘surplus’ in grado di ricreare un’atmosfera raffinata ed elegante anche laddove l’arredamento circostante non parla lo stesso linguaggio. Le sedie di lusso oggi sono entrate anche all’interno dell’arredamento di treni e vagoni, basti pensare alle sedie di Poltrona Frau che rendono decisamente comodo il viaggio in treno in classe superiore, ma non bisogna dimenticare che Poltrona Frau ha avuto la sua fortuna grazie al suo creatore, Gio Ponti che, nel lontano ’65, creò la poltrona conosciuta come “Dezza”, che Ponti realizzò proprio per Poltrona Frau, e che ancora oggi è di fatto uno dei modelli più ricercati e noti al mondo e collezionato da parte degli amanti delle sedie. Di questa sedia esistono diversi ‘modelli’, anche disponibili in varie tonalità di colore così da rendere possibile la scelta dei colori in base al mood di chi sceglie.

Alcuni modelli della poltrona sono particolarmente pregiati perché arricchiti dalla presenza di poggiatesta in piumino d’oca, o per la struttura della sedia stessa che può essere trovata in faggio laccato a poro aperto, ma il collezionista presta attenzione anche alle finiture e alle imbottiture nonché ai cuscini, che spesso Poltrona Frau rende ancora più di valore impreziosendoli con una coppia di bottoni rivestiti in pelle.

Probiotici per il benessere dell’organismo

Si ripete spesso e non solo da parte dei sedicenti esperti alla televisione ma anche i medici di base, che l’intestino è uno degli organi più sensibili presenti nel nostro corpo ed è talmente sensibile che a metterlo sotto sopra è anche lo stress, oltre alla eventuale cattiva alimentazione, e all’inquinamento di aria e acqua che possono realmente compromettere la salute e il suo funzionamento della flora batterica.

Perché la salute passa dall’intestino?

Ciò che anima e mette in moto l’apparato digerente intestino compreso naturalmente, è la flora batterica che è un elemento essenziale per il nostro organismo e di cui bisogna prendersi cura per bene senza comprometterne inutilmente l’azione. Poiché però siamo più abituati a trattarci male che bene, finiamo con il mangiare male anche troppo spesso e ciò si traduce in una conseguenza purtroppo inevitabile sulla flora batterica che viene sempre più bistrattata. Cosa significa trattare male la flora batterica?

In pratica, la flora batterica è formata da batteri buoni che sono nell’intestino per proteggere e preservare la salute di tutto il nostro corpo: quando, invece, il Lactobacillus Acidophilus e il Bifidobacterium Bifidus, ovvero per capirci quelli che costituiscono i principali membri della flora intestinale, vengono meno per qualsiasi ragione, ne approfittano i batteri ‘cattivi’. In pratica se la flora intestinale p formata dai cosiddetti batteri buoni, quando questi sono più debolucci e vengono meno, i veri batteri, quelli cattivi, non se lo fanno ripetere due volte e si moltiplicano al punto da rappresentare una minaccia per la salute del nostro intestino. Cosa fanno i batteri cattivi? In pratica, approfittano della debolezza della flora intestinale per proliferare e tentano, riuscendoci la maggior parte delle volte, la migrazione negli altri organi passando attraverso il sangue.

Come si comporta l’intestino

Nel momento in cui riescono nella loro impresa e invadono anche gli altri organi, c provocano tutte le infezioni possibili, ma cosa ancora più importante e per la quale bisognerebbe tenere di più alla salute del proprio intestino, è che compromettono la capacità dell’organismo di produrre vitamina B e di assimilare Calcio. Tolte queste ed altre funzioni all’organismo poco resta per la formazione di cellule e tessuti. Ecco perché sempre più si raccomanda di condurre una dieta sana ed equilibrata intesa come vero e proprio regime alimentare per contrastare i batteri cattivi: per aiutare in questa azione, è possibile anche assumere i probiotici, che effettivamente possono rivelarsi utili e benefici sulla salute di tutto l’organismo.

Oggi non si pensa che una mangiata al fast food o un’alimentazione disordinata possano incidere realmente sul funzionamento dell’intestino e per questo quando si percepisce qualche problema a livello dell’apparato digerente si pensa subito che una manciata di probiotici possa risolvere tutto. Attenzione: i probiotici si possono molto più tranquillamente integrare nella propria dieta quotidiana senza doverli prendere a mo’ di rimedio temporaneo, inoltre in questi casi bisogna prestare attenzione anche al tipo di probiotici assunti. Affinché i probiotici raggiungano l’intestino ancora sani e genuini, la loro coltura liofilizzata deve presentare una buona durata nel tempo, essere resistenti ai succhi gastrici e attraversare i Sali biliari: per questo è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di base per avere un’indicazione su quali assumere.

Perché visitare il Museo Enzo Ferrari

Inaugurato il 10 marzo 2012, il museo Casa Enzo Ferrari è quanto di più tradizionalmente moderno possa realizzare l’odierna architettura.

Il Museo Ferrari simbolo dell’Italia

Realizzato con un investimento di quasi 18 milioni di euro da parte della Fondazione Casa Enzo Ferrari, il complesso museale dedicato al mito è formato non solo dalla moderna struttura della galleria espositiva, ma anche dalla vecchia casa natale dello stesso Ferrari, da un’aula dedicata alla didattica e dal Centro Documentazione intitolato a Sergio Scaglietti, lo scultore della lamiera e il carrozziere di fiducia di Ferrari. Recuperato grazie a un efficace e profondo restauro scientifico che ha coinvolto anche l’officina del padre di Enzo Ferrari, il corpo abitativo originario oggi viene inglobato dal grande cofano della galleria espositiva, che nella sua forma particolare sembra quasi voler proteggere l’eredità di Ferrari.

Un cofano tutto giallo, proprio come il colore simbolo della città in cui sorge, Modena, e come lo sfondo del “cavallino” rampante. Risale al 2004 il concorso bandito per l’opera, che ha visto partecipare e contendersi l’appalto da studi di architettura di tutto il mondo, ma ad aggiudicarsi la sfida è stato lo studio Future System di Londra, che ha presentato il suo “Open hand”, nome quanto mai adatto a rispecchiare l’ideale abbraccio in cui la futuristica galleria coinvolge il complesso della casa natale Ferrari, e che dà origine a un tacito abbraccio tra modernità e tradizione.

Com’è strutturato il museo

La casa natale di Enzo Ferrari e l’officina del padre sono state protagoniste di un inteso restauro che ha riportato alla vita la struttura originaria così come Alfredo Ferrari l’aveva costruita a partire dal 1830. All’interno della casa natale è possibile rivivere il percorso di vita e i successi legati agli episodi più importanti della vita del “Drake”, attraverso cui è possibile avvicinarsi e comprendere la sua filosofia e il suo genio, raccontati dai testi di Leo Turrini. Il personaggio di Enzo Ferrari si accompagna indissolubilmente al mito automobilistico della Ferrari, quanto mai vivo all’interno del percorso multimediale creato proprio in quella casa da cui tutto ebbe origine.

Innovazione e modernità definiscono e plasmano il sistema realizzato per raccontare la vita e i successi di Enzo Ferrari, capace di inglobare illuminazione, proiezioni digitali e teche pieni di memorabilia del grande mito: è possibile ammirare i famosi occhiali neri che Ferrari portava sempre con sé, oppure la stilografica dall’inchiostro viola con cui firmava tutti i documenti, non mancano nemmeno le licenze di pilota rilasciategli negli anni e gli atti ufficiali della “Scuderia Ferrari”. Una vera e propria galleria dei ricordi in cui il visitatore viene guidato attraverso una sorta di biografia che gli si propone man mano.

Pc o smartphone: dove si naviga di più?

Vi siete mai chiesti quante volte accedete a internet e se vi accedete più spesso usando il computer o tramite il vostro smartphone? Può sembrare una domanda strana, eppure il motore di ricerca più famoso del mondo, quello per eccellenza, secondo recenti ricerche viene ormai usato più da smartphone che da computer. Vediamo un po’ quali sono le stime su questo dato e come è cambiato per questo il nuovo algoritmo di Google.

Come gli smartphone hanno cambiato le nostre abitudini

Sembra proprio che ormai a chiunque abbia uno smartphone piaccia navigare su internet di più tramite phone anziché computer. Forse a molti questo dato non stupisce data l’enorme quantità di cellulari, smartphone e iPhone che si vendono ogni mese nel mondo, eppure per Google si tratta di un elemento che può fare la differenza anche di molto. Come detto, che alle persone piaccia navigare tramite smartphone piuttosto che tablet o pc, era indubbio dato che sul mercato ormai esistono e vengono immessi smartphone di ogni tipo adatti a ogni generazione di patiti internettiani e dotati delle funzioni più svariate e più incredibili, eppure ciò che piace di più al di là delle fotografie, della lettura degli ebook, delle più diverse App, è fare ricerche su Google.

Usare il motore di ricerca per eccellenza viene prima di tutto quando si ha uno smartphone in mano, ecco perché ormai sembra proprio che il presente e il futuro parleranno ‘mobile’: dato certo infatti, è che la maggior parte di richieste di ricerca su Google arrivano dagli smartphone e superano di gran lunga le ricerche effettuate da computer.

Quando Google approfitta del mobile

Effettuare ricerche su Google è diventato più easy grazie all’introduzione degli smartphone, il cui uso ha superato quello del computer: è questo il dato che è emerso da alcune ricerche che non farebbero altro che confermare quelle che sono ormai le attuali abitudini di navigazione delle popolazione mondiale, che sono decisamente cambiate a partire dall’immissione in commercio dell’iPhone. Una rivoluzione che ancora non si sapeva avrebbe cambiato così radicalmente le abitudini quotidiane delle persone: infatti, se prima dell’avvento degli smartphone esisteva solo il pc fisso su cui poter navigare e da usare per le proprie ricerche sul noto browser, dal 2007 si è assistito a una vera e propria virata a favore degli smartphone e inutile sottolineare come l’azienda che meglio ha reagito a questi cambiamenti è stata Google.

In conseguenza dell’uso maggiore degli smartphone, anche i costi degli annunci su Google hanno assistito a un aumento del prezzo dato che ora Google riesce a raggiungere l’utente nel momento preciso in cui effettua una qualsiasi ricerca da smartphone. Alla luce di questi dati, quindi, si è visto come le abitudini di ricerca e di utilizzo degli smartphone da parte delle persone siano effettivamente cambiate e ciò si è potuto evincere sia nella popolazione statunitense, da dove è partita la rivoluzione mobile, sia in altri nove paesi nel mondo in cui sembra che Google elabori almeno 100 miliardi di richieste di ricerca ogni mese tanto che l’azienda ha pensato bene di iniziare a favorire maggiormente i risultati ottenuti tramite mobile modificando il suo famoso algoritmo, ora definito da molti come MobileGeddon.

Modificare genericamente gli embrioni umani… si può!

Nessuno ci aveva provato finora ma qualcuno doveva pur farlo questo sporco lavoro e ad aver effettuato una prima modifica genetica di embrioni umani sono stati i cinesi, cui l’operazione è risultata essere molto a cuore, ma vediamo meglio come è avvenuta la sperimentazione.

Come i cinesi ti modificano il Dna

I cinesi hanno dimostrato che teoricamente si possono avere embrioni umani geneticamente modificati, insomma sarebbe possibile farlo ma a quale prezzo? Contro questa sperimentazione sono tante le questioni etiche sollevati e ancora di più lo sono i limiti tecnici legati a tale studio, ma andiamo con ordine. Quel che si sa è che una squadra di ricercatori cinesi è riuscita a modificare il genoma di alcuni embrioni umani: è la prima volta nella storia dell’umanità che è possibile effettuare una tale sperimentazione. I cinesi sono andati a operare su degli embrioni non vitali ma la svolta dal punto di vista delle tecniche di ingegneria genetica è storica: si andrebbe al di là di qualsiasi tipo di fantascienza degna del miglior film hollywoodiano con questa scoperta oltre a sfidare la biologia in generale e non solo.

Parlare di modifiche di genoma umano oggi come oggi è pericoloso ed è suscettibile di destare più di una protesta, qui si tratta di sollevare da una parte la comunità scientifica globale alla sperimentazione genetica su più alti livelli e dall’altra le indignazioni del personale non addetto ai lavori, ovvero di quanti sono contrari a tali studi per questioni puramente etiche. Eppure ciò che hanno saputo fare i ricercatori della Sun Yat-sen University di Guang Zhou è notevole, e anche se Nature e Science ne hanno rifiutato la pubblicazione dei risultati di tale studio, non abbiamo paura di menzionare le scoperte del team cinese. Gli scienziati cinesi hanno cercato di cambiare il gene della beta globina, una delle catene che formano l’emoglobina: questo gene se mutato, causa la comparsa della beta talassemia in 86 embrioni fecondati. Tali embrioni sempre frutto di tecniche di fecondazione assistita, erano stati fecondati da due spermatozoi per cui avevano al proprio interno due copie di set cromosomici maschili, per cui , anche se in grado di sopravvivere alle prime fasi di sviluppo, non erano vitali in quanto non capaci di sviluppare una vita a causa del set cromosomico in più.

Quali le implicazioni etiche delle modifiche genetiche?

I cinesi hanno quindi per questo pensato di modificare questi embrioni usando una tecnica di ‘editing’ genetico dal nome scientifico alquanto criptico ma che è stata prontamente ribattezzata come micro chirurgia molecolare. Infatti, questa tecnica permette al un complesso enzimatico di cambiare in maniera mirata il genoma delle cellule come se fosse un taglia-incola del Dna che consentirebbe di sostituire o riparare il gene interessato con un altro frammento di Dna. Si tratta di un tipo di tecnica che era già stata sperimentata su colture cellulari umane e su embrioni animali: vi ricordate della notizia delle scimmie geneticamente modificate? Ebbene la tecnica usata con loro è stata proprio questa che ha permesso dei cambiamenti mirati per cui le scimmie sono state create perché rappresentavano dei modelli più idonei a studiare alcune malattie che affliggono l’uomo.

Applicando questa tecnica a 86 embrioni in stadio di zigote quindi, i cinesi hanno aspettato prima la crescita di tali embrioni e poi ne hanno analizzato il genoma scoprendo che solo 28 embrioni erano stati editati e che sono per una parte di questi 28 era realmente avvenuto il ‘taglia-incolla’ del genoma. Nello stesso tempo però si sono accorti che erano avvenute alcune mutazioni non mirate nel genoma degli embrioni e ciò ha confermato proprio come la tecnica messa in atto sia ancora da perfezionare molto: le mutazioni non mirate infatti, potrebbero essere anche deleterie sul genoma tanto che sarebbero imprevedibili e sconosciuti gli eventuali effetti sull’organismo e soprattutto di generazione in generazione, dato che diventerebbero delle mutazioni ereditabili. Ecco perché, dopo questo primo parziale successo, l’equipe cinese sta lavorando proprio sulla limitazione delle mutazioni non mirate in modo da poterle gestire nel prossimo futuro.

Estinzione animale: ecco chi è in pericolo

Forse non sapete che esiste un vero e proprio elenco di tutte le specie animali da dover proteggere dal rischio dell’estinzione, animali che vanno salvaguardati sia per tutelare la catena alimentare che l’ecosistema ambientale, vediamo quali sono le nuove specie entrate a far parte di questa lista.

Perché è importante proteggere gli animali migratori

Animali a rischio estinzione sembra che ce ne siano sempre di più e troppe sono le specie che l’uomo ha il dovere di tutelare per non rischiare di far torto al pianeta e al suo ecosistema. Recentemente sono state introdotte in questa già lunga lista di animali in pericolo estinzione, altre trentuno specie sono entrate ufficialmente nella ‘lista di Schindler’ dell’estinzione redatta dagli esperti del Conservation of Migratory Species of Wild Animals, ovvero l’organismo dell’ONU che si occupa della salvaguardia della fauna selvatica terrestre, acquatica e aerea. Queste nuove specie riconosciute in pericolo sono state introdotte in lista dopo una lunga settimana di accesi dibattiti: i novecento delegati presenti hanno confermato come gli animali migratori siano diventati il simbolo degli innumerevoli problemi che ci attanagliano.

Nelle trentuno rientrano squali, mante, e pesci sega, l’orso polare, la balena dal becco d’oca, la gazzella dalla fronte rosse e l’otarda. Tutelare queste 31 nuove specie è decisivo per la conservazione dell’ambiente, non per niente la salvaguardia degli animali migratori rappresenta da sempre uno dei problemi più importanti e di massima priorità soprattutto oggigiorno. Basti pensare all’inquinamento dei mari e degli oceani a causa dell’enorme quantità di materiale platico che si trova depositato sul fondale marino, o anche ai recenti cambiamenti climatici cui si è assistito, senza dimenticare il problema del bracconaggio e dello sfruttamento costante ed eccessivo delle risorse. Il cambiamento continuo dell’ambiente in cui vivono, inoltre, incide profondamente sulla salute di queste specie di animali migratori che si sentono minacciate. La tutela della fauna selvatica è un problema che coinvolge tutti i paesi del mondo, per questo la questione, per essere risolta, va affrontata in modo corale cercando una cooperazione mondiale tra i governi dei diversi paesi del mondo.

Quali sono le nuove specie in estinzione

Ventuno specie di squalo, razza, pesce sega sono stati proposti da Kenya, Egitto, Unione Europea, Isole Fiji, Costa Rica ed Ecuador, la Norvegia ha proposto l’orso polare, mentre per le specie di uccelli migratori sono entrati a far parte della lista di animali a rischio lo scolopacide semipalmato, piovanello beccosottile, Ghiandaia marina,  grande otarda, Cardellina canadensis, la gazzella fronte rossa, Kobus kob. L’anguilla, la pecora Ovis ammon, la tartaruga Caretta Caretta, il falco sacro sono rientrati nella lista a rischio estinzione, mentre il leopardo delle nevi, la saiga e il cammello con due gobbe gioveranno di un’ulteriore protezione promossa da un’iniziativa apposita.

Sono soprattutto gli uccelli migratori a rischiare maggiormente l’estinzione dato che sono facile preda delle trappole poste da cacciatori illegali, che li catturano per poterli rivendere a prezzi alti sul mercato nero o per immettersi nel commercio di animali. Per combattere la caccia illegale e il traffico di animali a rischio estinzione, è necessaria una cooperazione a livello mondiale: intraprendere una collaborazione a livello regionale per proteggere gli animali migratori attraverso le frontiere politiche è una parte essenziale del patto del Conservation of Migratory Species of Wild Animals che si impegna nell’aumento delle leggi a tutela degli animali in estinzione e nella lotta al crimine selvaggio.

Fare le vacanze in barca a vela

Quando non si hanno idee per le proprie vacanze estive ma si desidererebbe lo stesso fare qualcosa, è possibile trovare un itinerario interessante se si rivolge la testa verso il mare: una vacanza in barca è perfetta per divertirsi, rilassarsi e fare sport.

Cosa significa salpare

Movimento, avventura e relax: questo sono i fattori principali e che contraddistinguono di per sé una vacanza in barca. Chi non ha mai provato la brezza e il brivido del timone tra le mani, dovrebbe finalmente farlo e lasciarsi andare a un nuovo tipo di vacanze che in realtà, ultimamente sta riscuotendo non poco successo anche tra chi non è molto appassionato di sport o di mare, ma ha voglia di provare qualcosa di nuovo. La barca in effetti, ha tutte le carte in regole per affermarsi o confermarsi quale modo nuovo e originale di divertirsi e di viaggiare in lungo e largo per il mondo: c’è chi ha girato il pianeta in barca e oggi in effetti non esiste opportunità migliore per imparare a conoscere il mondo che ci circonda se non partendo a vele spiegate alla scoperta del mare, della terra e dei loro tesori inesplorati.

La vacanza in barca è una maniera molto alternativa e singolare di trascorrere anche con i propri cari le pause estive, inoltre è una vacanza anche a portata di ragazzi che sicuramente si divertiranno moltissimo a cercare di imparare i fondamenti di come si governa un’imbarcazione. Grazie alla barca si è liberi di scoprire luoghi poco noti ai più e non solo di visitarli semplicemente ma di viverli davvero in modo avventuroso: l’espediente della barca, infatti, serve proprio per dare un taglio sia mentalmente che fisicamente al tram tram della vita quotidiana, e solo calandosi pienamente nella natura selvaggia e vivendola senza preoccupazioni, ma piuttosto cercando di godersi i nuovi posti inediti, si riesce davvero a staccare la spina.

Perché staccare fa bene

In barca sarà solo il vento a guidare i nostri pensieri oltre naturalmente alla voglia di esplorare nuovi ‘mondi’: stando sulla barca e imparando a governarla dall’esperto che ci accompagna durante la navigazione, si avrà l’opportunità di vivere il mondo delle vele sia dall’esterno che dall’intero. Da una parte infatti navigare dà sicuramente una maggiore opportunità di esplorare e conoscere il mondo da un nuovo punto di vista e di godersi la bellezza del viaggio per mare, dall’altra parte si riesce a immergersi nella vita di bordo con i suoi regolamenti e le sue ‘tradizioni’ che naturalmente non sono noti a chi non ha mai provato un’esperienza del genere.

Anche per questo è un tipo di vacanza consigliata per i più giovani: stando a bordo, infatti, si imparano le manovre essenziali per governare efficientemente l’imbarcazione, si fa parte di una nuova famiglia, quella sotto coperta, che ti insegna davvero a vivere e si affronta qualsiasi situazione insieme prendendo decisioni tutti insieme. Oltre a sapersi destreggiare sopra coperta, quindi, si impara a destreggiarsi sotto coperta e ciò significa che si preparano i pasti, si riordinano gli spazi in comune a turno, ma naturalmente non manca il relax promesso.

Quali sono i designer migliori del mondo?

Oggi vogliamo presentarvi alcuni promettenti, giovani e brillanti designer internazionali che stanno riscuotendo particolare successo nell’ambito dello stile e dell’originalità: siete pronti a viaggiare tra gusto e design in giro per il mondo?

Harry e Nika, due talenti in crescita

Il primo designer che vogliamo presentarvi si chiama Harry Thaler: di origini altoatesine ma residente a Londra, Harry ha iniziato la sua carriera come orafo e forse così si spiega l’eleganza che caratterizza ogni suo lavoro. Scopre la sua passione per il design insieme all’amico Martino Gamper e, dopo un lungo e costante processo di sperimentazione, riesce a reinventare ed esplorare la materia usando delle tecniche tradizionali e artigianali di alta qualità che gli permettono di conquistare quello che sarà il suo incarico più importante, ovvero arredare la residenza per artisti del Museion di Bolzano. Guidato dall’idea di ottenere un ambiente sia flessibile che trasformabile, Thaler sceglie di realizzare tutto in legno inchiodato e montato su rotelle: dalle poltrone ai letti fino alle postazioni di lavoro.

Quello del Museion, quindi, si rivela fin da subito un progetto di alto livello che il designer completa arricchendolo con una particolare collezione di accessori per la tavola e da sedie di metallo disegnate per Moormann. Nella figura di Nika Zupanc si mescolano e si fondono un tocco gotico e la malizia femminile che danno origine al personale e immaginario mondo di Nika: La designer di origini slovene adora far invadere gli spazi d’uso quotidiano da un certo tocco bon-ton, e riesce a creare accessori dalle forme e dalle linee decisamente minimal e di indiscussa originalità. Affascinante, ironica e intellettuale è la collezione di mobili per uffici da lei creata e conosciuta come “Self discipline”: ogni oggetto sembra derivare direttamente da quell’ascetismo tipico dei monaci buddisti, e anche se la forma degli oggetti appare diversa dal solito, la loro funzione rimane identica a se stessa.

Da Singapore a Nantes

Direttamente da Singapore, Timo Wong e Priscilla Lui hanno fondato il loro Studio Juju. Si tratta di due giovani promesse del design che sono riusciti a ideare oggetti dalle forme più varie traendo ispirazione sia dall’industrial design che da mobili e oggetti di gusto più classico. I due talenti dello Studio Juju non sono estranei all’arte concettuale e all’interior design, cui si ispirano volentieri, ma ciò che più di tutto caratterizza il loro lavoro è un’indole estremamente osservatrice del presente e della realtà quotidiana, di cui non mancano di annotare ogni cosa e che hanno cura di riportare e sviluppare nei loro progetti, essenzialmente incentrati sul rapporto tra forma e funzione.

Guillaume Del Vigne, invece, si è diplomato all’École de design Nantes Atlantique, ed è riuscito a fare il suo debutto a Milano al fianco di George J. Sowden, il co-fondatore del Gruppo Memphis. Da qui ha deciso di mettersi in proprio a Parigi e dopo aver collaborato con Tefal, Fly, Ricard, Industreal, Tek Import e Oxyo, Guillaume ha esposto le proprie opere alla Tools Galerie, conquistando il Grand Prix del Création de la Ville de Paris. Gli oggetti della sua famosa collezione “Relief(s)” sono stati realizzati in edizione limitata e sono tutti nati dalle stesse idee e riflessioni sulle forme e i movimenti della vita domestica.

Quando Google cambia le carte in tavola

Attraverso il nuovo algoritmo Google sembra volerla fare da padrone e le novità introdotte sembrano proprio attestare l’intenzione dell’azienda di indirizzare la rete nella direzione che gli fa più comodo: vediamo quindi, se davvero questo nuovo algoritmo di Google sia effettivamente stato creato a sua immagine e somiglianza.

Arriva MobileGeddon, il nuovo algoritmo di BigG23

È stato definito dagli addetti ai lavori MobileGeddon che forse può sembrar un nomignolo esagerato eppure questo nuovo algoritmo del motore di ricerca più usato e famoso al mondo probabilmente rappresenta il più grande cambiamento mai visto negli ultimi tre anni. Questo nuovo algoritmo è nato per essere maggiormente mobile-friendly dato che la stessa Google ha confermato che oggi le ricerche sul web vengono effettuate più tramite smartphone che computer. Tenendo in considerazione quindi i dispositivi mobile, la nuova composizione dell’algoritmo si rivela essere nient’altro che lo specchio di come l’azienda usi il proprio potere di mercato per velocizzare i cambiamenti di internet.

Il nuovo algoritmo è stato creato proprio perché Google possa cambiare la rete a sua immagine e somiglianza attraverso gli stessi risultati di ricerca che fungono così da leva per guidare tutti nella direzione in cui desidera. Quando Google ha lanciato questo nuovo algoritmo era già stato annunciato che sarebbe soprattutto stato realizzato per favorire l’usabilità da dispositivi mobili che sono così diventati un elemento di posizionamento: vediamo meglio cosa ha implicato questo cambio di algoritmo.

Cosa significa essere mobile-friendly

Poiché le ricerche da dispositivo mobile hanno di gran lunga superato quelle effettuate tramite computer a livello globale, Google ha pensato bene di offrire risultati di ricerca migliori e per farlo deve assicurarsi che le pagine web siano visibili per tutti gli utenti che effettuano le ricerche: ecco perché ora Google favorisce nel posizionamento quei siti ottimizzati per dispositivi mobili. Questo cambiamento pro-mobile, quindi, consente all’utente di sperimentare una nuova e migliore esperienza di navigazione da smarthphone, per cui i risultati delle ricerche su Google effettuate usando uno smartphone prendono ora in considerazione l’ottimizzazione per gli stessi dispositivi mobili. Questo cambiamento però, non avrà alcuna ripercussione sulle ricerche effettuate normalmente tramite computer.

In pratica ora Google riconosce automaticamente se un sito web è mobile-friendly o meno attraverso diversi elementi necessari per l’usabilità del sito mobile, come l’impostazione di una viewport esatta, o la presenza di contenuti non visibili da smartphone o ancora link troppo piccoli e vicini tra loro per essere toccati. Per aiutare i siti web a comprendere e abbracciare in toto tale cambiamento, esistono facili e veloci guide per l’ottimizzazione e lo strumento di usabilità su dispositivi mobili con cui è possibile scoprire come Google legge il sito web interessati e quindi quali sono le azioni da compiere per rendere il proprio sito web mobile-friendly.