Impossibile non notare come in ogni cucina che si rispetti ce ne sia almeno uno: il frullatore a oggi resta uno dei fidati alleati in cucina per milioni di cuochi e cuoche provetti che hanno voglia di cimentarsi nella preparazione dei manicaretti più difficili e fantasiosi. Vediamo come può essere utile questo piccolo grande elettrodomestico. Che serva nella sua funzione originaria di frullare la frutta con altri ingredienti per ottenere dei gustosi concentrati e frullati di frutta fresca o che serva per sminuzzare gli alimenti e ottenere cremine e sughetti vellutati con cui condire e insaporire varie pietanze, due oggi sono i modelli di frullatore presenti sul mercato.

Oggi chi cerca un frullatore efficiente e pratico da usare può decidere di portare in cucina un prodotto un po’ più classico e quindi, si decide di acquistare un frullatore tradizionale che serva, appunto, a frullare frutta e verdura per preparare diversi tipi di bevande e dotato raramente di qualche accessorio, oppure si può optare per il frullatore a immersione che presenta caratteristiche tecniche ben diverse dal modello tradizionale oltre a essere maggiormente maneggevole e resistente. I minipimer presentano quindi, diverse proprietà che bisogna prendere in considerazione prima di procedere con l’acquisto del modello preferito, alcune di queste qualità infatti aiutano a evitare l’acquisto di altri elettrodomestici che vengono additati come gli unici a poter svolgere un determinato tipo di lavorazione.

Che sia il tipo classico o quello più moderno a immersione, un frullatore che si rispetti in genere è dotato di un tritatutto o semplicemente di belle lame taglienti e possiede una potenza adeguata a far sì che svolga e porti a termine determinate azioni come per esempio può facilmente sostituire le funzioni di un omogeneizzatore. Per cui a che vale spendere soldi per avere un omogeneizzatore se è possibile preparare le pappe per i bimbi con un normale frullatore? Basta solo scegliere un modello che per potenza, velocità e materiali di produzione sia un tantino più moderno rispetto al modello di frullatore che si aveva intenzione di portare a casa e senza fare l’acquisto inutile dello specifico omogeneizzatore. I frullatori moderni a immersione poi, possono facilmente fare le veci di un mixer e addirittura eguagliare un robot da cucina: ciò è possibile scegliendo il modello più all’avanguardia che significa anche più costoso, però la spesa vale la candela dato che comprando un frullatore mixer ci si risparmia l’acquisto del robot da cucina molto più dispendioso.

I vari tipi di frullatore

Inoltre il mixer permette di lavorare sfruttando una potenza maggiore ed è più resistente. In alcuni modelli poi si possono trovare anche diverse funzioni ma in questo caso la vera differenza la fanno le lame perché si muovono su tre traiettorie e assicurano tre tagli a rotazione quando frullano, mescolano e sminuzzano.

Il frullatore oggi poi può anche essere usato al posto di un tritatutto perché è un elettrodomestico che ha le qualità giuste per emulsionare e amalgamare bene gli ingredienti e quindi permettere di preparare in breve tempo salse e salsette, cremine, zuppe e anche diversi tipi di bevande, inoltre alcuni modelli di frullatori dotati di accessori specifici, possono diventare in men che non si dica ottimi tritatutto e tritaghiaccio.

Incredibile ma vero esiste un tipo di materasso su cui dormire è davvero rilassante e comodo e che permette di non girarsi e rigirarsi per trovare la giusta posizione che consenta finalmente di schiacciare il dovuto sonnellino: si tratta dei materassi memory, che hanno segnato una sorta di rivoluzione nel settore e di cui ormai nessuno può fare a meno. Vediamone tutti i vantaggi. Chi non ha mai sognato di riuscire a dormire un sonno profondo e tranquillo su un materasso nuovo: purtroppo è solo il desiderio di tutti che non sempre si realizza dato che in genere, i materassi devono prendere la forma del corpo di chi vi dorme su e ovviamente solo dopo molte volte si riuscirà finalmente a dormire bene sul proprio materasso che ha acquistato la forma del proprio corpo. E se esistesse un tipo di materasso su cui già dalla prima dormita, si riesce a schiacciare un sonnellino bello profondo?

Oggi esistono sul mercato i materassi memory che riescono proprio a regalare un bel sonno profondo fin dalla prima volta in cui ci si dorme e tutto perché sono fatti di un materiale speciale che subito acquista la forma del corpo. Inizialmente il materiale viscoelastico presente oggi nei materassi memory era stato sperimentato e usato dalla Nasa per proteggere i suoi astronauti dalle vibrazioni e dalle accelerazioni legate al lancio dell’astronave che erano abbastanza forti e potevano traumatizzarne il corpo. Invece, rivestendo la navicella di tale materiale viscoelastico sono riusciti ad attutirne le conseguenze. In seguito a cambiare la destinazione d’uso di tale materiale è stata un’azienda che ha pensato bene di inserirlo nei propri prodotti da letto per poter spedire i propri utenti nel mondo dei sogni.

La vera rivoluzione di questo materiale è che, come dice il nome stesso, riesce a memorizzare la forma del corpo di chi si stende sul materasso: il viscoelastico sfrutta, infatti, il calore del corpo per imprimere sul materasso memory la silhouette della persona in questione e restare modellato su quella forma. In realtà il viscoelastico si avvale di migliaia di microcelle che garantiscono una distribuzione uniforme della pressione del corpo e assicurano così all’utente un sonno profondo e il massimo comfort.

La forma che fa bene al sonno

In genere, nel momento in cui ci si corica il peso del proprio corpo viene distribuito su alcuni punti della superficie del materasso, ovvero nelle aree di pressione al livello di spalle, bacino e delle anche, in questi punti la pressione provoca una diminuzione del flusso sanguigno che determina a sua volta formicolii che costringono a cambiare spesso posizione durante il sonno, mentre i materassi memory favoriscono la circolazione del sangue e permettono la dissipazione delle tensioni corporee in modo che l’utente percepisca solo una sensazione di benessere tanto da non doversi girare e rigirare in continuazione alla ricerca della posizione più consona. In questo modo, il riposo diventa davvero rilassante. Il materiale viscoelastico memorizza la forma del corpo e si adatta a quest’ultima in modo immediato e l’utente può così dire addio a insonnia e stress notturni.

Quando si vuole portare con sé il bebè in auto e non si intende rischiare la sua sicurezza perché si sa che con l’auto potrebbe incorrere in sbalzi e botte, è preferibile sistemare il bimbo in uno di quei pratici e comodi e soprattutto sicuri seggiolini auto. Nessun genitore vuole rischiare la salute e la sicurezza del proprio bambino quando si decide di farlo salire a bordo dell’auto, ecco perché non è solo il genitore apprensivo a preferirla, ma qualsiasi genitore preferirebbe sistemare il proprio bebè all’interno di un seggiolino auto che assicuri l’incolumità del bimbo e la sua salute quando è all’interno dell’abitacolo dell’auto.

Proteggere il bimbo in qualsiasi momento e da qualsiasi tipo di situazione che si può presentare durante il tragitto in auto è uno dei compiti dell’essere genitori e oggi per fortuna la tecnologia ha permesso un discreto progresso anche nel campo dei seggiolini auto per cui i genitori oggi hanno solo l’imbarazzo della scelta nel preferire un modello di seggiolino a un altro. Quando si deve scegliere il seggiolino per il proprio bimbo è bene sapere quali sono le marche migliori, che non è detto siano sempre i brand più noti, e questo è possibile verificarlo tramite le caratteristiche tecniche del seggiolino: dato che oggi nel settore infanzia c’è una concorrenza spietata, è bene che i genitori prestino attenzione a tutte le dotazioni dei seggiolini auto per poter procedere con la scelta più adatta al comfort e alla sicurezza del proprio bebè. Infatti, concorrenza a parte ci si renderà facilmente conto del fatto che ci sono determinate aziende che rispetto ad altre riescono sempre a soddisfare le aspettative e le esigenze di tutti i genitori anche di quelli particolarmente apprensivi.

Per poter capire se il seggiolino auto fa al proprio caso bisogna prendere in considerazione il sistema di sicurezza di cui è dotato e fare un mero confronto tra i diversi seggiolini auto bambini in base ai sistemi di sicurezza di cui sono muniti. Il seggiolino auto è prodotto in modo che in caso di potenziali collisioni con altre auto o di sbalzi più forti che si possono subire, il seggiolino non rischi di far fuoriuscire il bebè falle cinture di sicurezza ma piuttosto di tenerlo ben saldo. L’attenzione con cui si effettua la scelta è tutta dei genitori che hanno la piena responsabilità del tipo di seggiolino auto in cui sistemano il bimbo: gli esperti del campo garantiscono che è realmente possibile capire dal tipo di seggiolino se è quello adatto al proprio bimbo.

Come scegliere il seggiolino auto

Oggi i modelli sono tanti e quindi bisogna considerare i seggiolini che permettono di essere posizionati in senso contrario a quello di marcia fino a una determinata età del bebè per non rischiare sollecitazioni a collo e testa, quando si agganciano le cinture devono sempre essere ben tese e la le cintura e il bimbo lo spazio dev’essere minimo, del tipo che non deve passarci più di un dito. Inoltre, sempre preferibile che il seggiolino sia munito di sostegni laterali per attutire eventuali impatti laterali, e che lo schienale sia regolabile facilmente a seconda dell’altezza del bimbo, magari che sia dotato di poggiatesta reclinabile, utile per evitare di far sbilanciare il bebè in avanti.

Quante volte si pensa a come si starebbe meglio senza peli superflui e per sempre: oggi il desiderio di mote donne può essere finalmente realtà e si può finalmente rinunciare alla classica ceretta per passare a un trattamento più veloce e facile, ovvero all’uso dell’epilatore. Per riuscire a eliminare ogni mese i peli superflui molte donne devono sottoporsi alla classica tortura della ceretta dall’estetista ed è ormai un vero e proprio rito a cui si deve per forza partecipare per scongiurare una ricrescita veloce, eppure oggi esiste un modo per dire addio al dolore della tradizionale ceretta, e si chiama epilatore. Oggi è possibile scegliere l’epilatore che fa al caso proprio tra una vasta gamma di modelli tutti ugualmente validi alleati a combattere i peli superflui ma sicuramente non adatti a tutti i tipi di peli e di pelle.

Ancora una volta la tecnologia ci viene incontro al punto che dalla ceretta ci ha permesso di passare all’utilizzo degli epilatori, che ormai tutte le donne che vogliono risolvere la questione peli in modo veloce e indolore usano per la propria pace interiore. Gli epilatori sono dei veri e propri piccoli elettrodomestici che sono semplici da usare e molto pratici oltre che indolori. Perché continuare a sottoporsi alle sedute estenuanti e dolorose di ceretta a strappo se oggi c’è l’epilatore da poter usare comodamente in casa propria? E’ finalmente possibile evitare qualsiasi dolore legato ai peli superflui grazie al trattamento con l’epilatore e, anzi, oggi c’è anche quello a luce pulsata, che sono in grado di offrire lo stesso trattamento di quelli presenti nei centri professionali.

Luce pulsata ed epilatore normale: perché scegliere l’uno o l’altro
L’epilatore a luce pulsata distrugge il follicolo pilifero grazie al calore della luce pulsata impedendo la ricrescita del pelo: quindi, la luce pulsata può riuscire a risolvere una volta per sempre il problema della ricrescita dei peli superflui, però non è un trattamento adatto a chi ha la carnagione olivastra e più scura per cui bisogna fare attenzione alle controindicazioni di tale trattamento. Mentre decisamente adatto a tutti è l’utilizzo del normale epilatore con cui è possibile dichiarare ugualmente guerra ai peli superflui: la domanda infatti, non è tanto come si usa ma come riuscire a scegliere l’epilatore che si adatti alle proprie esigenze.

Per i pochi peli…

Oggi esistono nei negozi specializzati vari modelli di epilatori a luce pulsata ma bisogna premettere che, per quanto indicato per tutti, si tratta di un apparecchio che deve agire sull’epidermide estraendo il pelo con tutto il bulbo pilifero per cui si deve scegliere un modello che agisca in modo delicato sulla pelle senza danneggiarla. C’è da considerare anche che chi vanta pochi peli, può più facilmente risolvere il problema con la semplice ceretta, e ciò significa che l’epilatore risponde di più alla necessità di chi ha una quantità maggiore di peli di colore più scuro rispetto alla pelle e belli folti. La funzione dell’epilatore è quella di indebolire il bulbo pilifero estirpandolo alla radice e indebolendo la ricrescita permette man mano di diminuire la quantità e di cambiare l qualità stessa del pelo che pian piano diventerà più chiaro e sottile.

Il piacere di poter guardare le proprie opere video preferite non ha prezzo per questo in molti sono oggi a scegliere di trasmettere su grande schermo i film proprio come al cinema grazie al proiettore video. Vediamo quindi, cos’è un proiettore video e come si usa e soprattutto perché preferirlo ai normali televisori. Il proiettore video è un dispositivo che riesce a far visualizzare su una parete o un telo video in grandi dimensioni e che hanno come fonte un computer, una videocamera o altro. In genere il proiettore lo troviamo nelle sale cinematografiche ma la tecnologia ci è venuta ancora una volta incontro e ha permesso al proiettore video di entrare anche tra le quattro mura domestiche per cui oggi non è più un sogno organizzare un cinema a casa propria o godersi l’effetto da sala cinematografica comodamente seduti sul proprio divano.

Il proiettore video va sistemato sotto il soffitto e a una distanza di circa tre o quattro metri, ma è possibile posizionarlo anche in altri posti e dove si preferisce. Questi dispositivi si presentano spesso di dimensioni e di peso tali da permettere il trasporto da un posto all’altro per cui è possibile trasformare in una sala cinematografica qualsiasi posto se si è dotati di in proiettore. Se si desidera un proiettore a installazione fissa è possibile scegliere tra quei dispositivi anche più ingombranti e pesanti, dato che una volta fissato al soffitto non si sposterà di lì, se invece si prevede un uso del proiettore più dinamico e si intende poterlo portare un po’ ovunque allora è meglio preferire un modello più leggero e dalle dimensioni più ridotte.

Va considerato che il videoproiettore è un apparecchio molto delicato al punto che se viene urtato o cade, può riportare danni gravi al cristallo o alla lente che consente di visualizzare le immagini. Il proiettore video oggi si può usare davvero nei modi più svariati: per esempio, in ambito domestico si può usare per realizzare in casa un mini proiettore con impianto home theatre per godere delle stesse emozioni di una sala cinematografica, ma forse ad amare particolarmente l’uso del proiettore video sono gli appassionati di sport che amano poter vedere sul grande schermo i loro beniamini e le più belle partite di calcio, basket, o gare di formula uno, come se fossero in uno stadio o direttamente sul circuito.

I diversi usi del proiettore

L’unica differenza sarebbe rappresentata dalla comodità del divano di casa. Vivere in casa propria le emozioni del cinema è possibile grazie all’alta risoluzione. Il proiettore per esempio viene anche usato in occasione di mostrare e per proiettare documentari al pubblico che partecipa alla mostra o a un evento di grande portata, ma non solo: oggi il proiettore non ne vuole sapere di andarsene da scuole e università in cui viene usato nella visualizzazione di appunti e lezioni permettendo agli studenti un maggiore apprendimento con tutto il vantaggio di non usare le vecchie lavagne. Di recente il proiettore trova uso anche durante i concerti per mostrare ai fans in visibilio i video delle canzoni mentre l’artista si esibisce .

Chi viaggia molto e da solo sa quanto possa far compagnia la musica dell’autoradio: non solo usata per essere aggiornati in tempo reale sull’andamento del traffico sulle principali vie di collegamento, l’autoradio da sempre è un must per chi viaggia e in genere, ci tiene a scegliere un modello che sia ultra funzionali e dalle prestazioni eccellenti. Vediamo quindi, come scegliere l’autoradio migliore. Chi non ha mai provato il gusto di viaggiare con la compagnia della musica dell’autoradio? Questo apparecchio dai primi modelli ne ha fatta di strada e oggi è possibile installare nella propria auto una sorta di vero e proprio impianto dolby surround per potersi godere appieno le performance musicali dei propri artisti preferiti, ma anche per ha il piacere di ascoltare musica buona con una autoradio di qualità.

Oggi in commercio esistono diversi modelli di autoradio da poter sistemare nella propria auto, dipende dal tipo di auto e dal tipo di performance che si desidera dall’autoradio. L’autoradio quindi, si rivela un accessorio realmente irrinunciabile da installare in macchina perché permette di stare sempre in compagnia di una voce e tiene svegli durante viaggi dai percorsi particolarmente lunghi. Chi non riesce a rinunciare all’autoradio mentre guida la propria auto, deve avere il modello più moderno e più funzionale che consenta non solo di sintonizzarsi su qualsiasi frequenza radio per ascoltare la propria emittente preferita, ma anche di rilassarsi e non accusare la fatica di stare al volante per tante ore.

L’autoradio per molti è una vera e propria passione al punto che quando si ha un’auto propria la prima cosa di cui si vuole dotarla è una buona autoradio dato che si rivela difficile stare al volante senza ascoltare un po’ di musica. Oltre a tenere compagnia quando il tragitto da percorrere è molto lungo e quando si è da soli in auto, l’autoradio riesce a riempire il tempo che si trascorre alla guida della propria auto rendendolo piacevole. Ecco perché oggi la maggior parte delle auto sono vendute già dotate di autoradio di serie, ma se si sceglie un’auto che non ne è munita, allora tocca scegliere da soli la autoradio pioneer che sembra la migliore e si tratta di una scelta che può non essere così facile come si pensa. Nel caso quindi in cui si intenda acquistare l’autoradio nuova per la propria auto o sostituire l’autoradio vecchia, è possibile doversi scontrare con un mercato che è saturo di questi apparecchi e in cui si possono trovare modelli e tipi di autoradio prodotti sia da aziende importanti e note sia da aziende praticamente sconosciute.

Come scegliere l’autoradio

Inutile sottolineare come prima di effettuare l’acquisto, sia importante valutare le caratteristiche tecniche dell’apparecchio e la sua compatibilità con la propria macchina, altrimenti è del tutto inutile procedere alla scelta. Iniziamo col dire che l’autoradio è un dispositivo elettronico che si distingue sia per la potenza della ricezioni dei canali radio che per la presenza dell’rds e del dab, inoltre bisogna considerare anche il tipo di equalizzazione, il display, la retroilluminazione e se è dotata di antishock. A seconda delle proprie esigenze poi, si può optare per un’autoradio che possa riprodurre anche mp3 oltre a cd e dvd, e se proprio si vuole completare il servizio si potrebbe valutare l’ipotesi di dotare di uno schermo per sintonizzare gps e tv.

Quando si notano dei cambiamenti nella propria casa magari l’intonaco che viene via dalle pareti o la muffa che si fa viva in certi angoli della casa, significa che c’è un livello di umidità eccessivo e bisogna correre ai ripari, ma come? Il deumidificatore può contribuire a risolvere questi problemi, vediamo come. Pareti da cui se ne cade l’intonaco, angolini di casa in cui è evidente la presenza di muffa, mobili di legno che iniziano a marcire: questi sono i principali segnali che la casa soffre a causa di un elevato livello di umidità. In questi casi a poter dare una mano a risolvere il problema può intervenire il deumidificatore. Essenzialmente quindi, per potersi liberare dell’eccessiva umidità presente in casa è possibile scegliere tra due soluzioni ugualmente valide ovvero installare un condizionatore oppure optare per un deumidificatore.

Il condizionatore agisce sul livello di umidità tramite il processo di raffreddamento, che permette di estrarre l’umidità e di spazzarla via, ma solo operando con l’azione di raffreddamento e non con quella di riscaldamento. Al contrario il deumidificatore tradizionale non comporta alcun limite perché riesce a eliminare l’umidità in eccesso attraverso il processo di condensazione che la trasforma in acqua che si raccoglie nell’apposito contenitore. Se la propria casa presenta tutti i segnali che fanno presuppore la presenza di umidità, allora è arrivato il momento di passare all’azione e acquistare un miglior deumidificatore per risolvere il problema una volta per tutte.

Prima di procedere all’acquisto bisogna scegliere il deumidificatore più rispondente alle proprie esigenze valutando le caratteristiche tecniche di base che distinguono un modello dall’altro. Infatti, bisogna prendere in considerazione l’ampiezza volumetrica dell’ambiente che dev’essere deumidificato, la temperatura alla quale il dispositivo dovrebbe lavorare, la grandezza e il peso del deumidificatore stesso soprattutto se lo si intende usare anche in altri ambienti della casa. Inoltre bisogna contare anche il livello massimo di umidità asportabile, ovvero il numero di litri di acqua condensata nelle 24 ore, e quindi la capienza del serbatoio o eventualmente la presenza di un tubo che scarichi fuori l’acqua, la possibilità di regolare il grado di umidità, la presenza di filtri che servono a purificare l’aria e la possibilità di lavare questi filtri.

Le caratteristiche tecniche

In genere, i deumidificatori non tendono a cambiare la temperatura dell’ambiente come i condizionatori perché si limitano a regolare il tasso di umidità presente nell’aria e la loro azione si riflette inevitabilmente anche sul modo di percepire il comfort termico in casa per esempio se c’è troppa afa allora si percepirà il calore in modo maggiore, mentre se fa troppo freddo il clima secco lo renderà sopportabile.

I deumidificatori, quindi, servono per condensare l’umidità e per questo sono muniti di vano per la raccolta dell’acqua e di un sensore che avvisa quando questo vano è quasi pieno: nel caso in cui non sia stato svuotato e risulti pieno, infatti, il deumidificatore smette in automatico di funzionare segnalando che appunto, il serbatoio è pieno e va svuotato. In genere, al serbatoio per riempirsi servono fino a dodici ore di utilizzo del dispositivo.

Adorato e molto usate dalle donne di tutto il mondo, il rossetto rappresenta da sempre il simbolo della femminilità. Adatto per ogni occasione, dall’ufficio alla serata romantica, il rossetto è anche un’icona di seduzione, che permette di modificare il colore e la forma delle proprie labbra per renderle più sensuali e appetibili. Vediamo come nasce e come si usa il rossetto.

Perché il rossetto seduce?

Ormai basta affacciarsi in profumeria per essere attorniate da migliaia di tipi di rossetto, di colori e marche differenti, ma tutti con la stessa promessa di seduzione. Il rossetto, infatti, è un simbolo di seduzione per eccellenza e viene indossato dalle donne in qualsiasi tipo di occasione, dato che oggi ne esiste uno adatto a ogni esigenza. In genere, si distinguono tre tipologie di rossetto: il lipstick, il lucidalabbra o lipgloss, e il rossetto opaco. Qual è la differenza? Il lipstick è il rossetto più comune e usato, il lipgloss è un tipo più liquido e cremoso che si applica con un pennellino, mentre il rossetto opaco viene indossato per far apparire più piccole le labbra troppo grandi grazie ai pigmenti compatti di cui è composto.

Il rossetto opaco, quindi, sembrerebbe andare contro corrente rispetto al desiderio di ogni donna di avere labbra carnose e seducenti alla Angelina Jolie: tutte le donne, infatti, pretendono che il rossetto faccia risaltare le loro labbra, le renda più appetibili e più seducenti. Se l’applicazione del rossetto serve a rendere una donna più seducente, forse si potrebbero evitare quegli inutili interventi chirurgici specialmente che riguardano le labbra, dato che il rossetto permette di avere delle labbra carnose e belle in maniera “quasi” naturale. Ovviamente l’effetto seduzione dipende anche molto dall’uso che se ne fa, per questo non si smette mai di imparare trucchi del mestiere.

Quali sono i trucchi per applicare bene il rossetto?

Per applicare il rossetto sulle proprie labbra è possibile usare direttamente lo stesso corpo del cosmetico che fuoriesce dall’astuccio, altrimenti si può ricorrere a un pennellino sottile. Il lipgloss, per esempio, si può applicare direttamente con il pennello contenuto nella stessa confezione, ma si tende a passarlo dopo una prima applicazione base di rossetto per ottimizzarne la tenuta e la resa. Il lipgloss, infatti, si può scegliere in un colore simile o uguale a quello del rossetto, oppure in una tinta neutra che permette di usarlo come un lucidalabbra. Quando si applica il rossetto, se non si è troppo pratiche e non si vuole incorrere in errori fin dall’inizio, è preferibile disegnare i contorni delle labbra con una matita neutra o di una tonalità più scura o più chiara del rossetto che si intende usare.

Con la matita si dovrà avere però, la furbizia di ingrandire le labbra di un paio di millimetri: se le labbra sono particolarmente piccole e strette, è consigliabile usare una matita più scura del rossetto, se le labbra sono troppo grandi e le si vuole rimpicciolire è possibile ricorrere ai rossetti opachi. Se l’applicazione del rossetto dipende da quella della matita allora meglio far pratica: in genere, si inizia col tratteggiare il labbro superiore e poi quello inferiore, partendo dal centro e poi dai lati in modo da unirli in un’unica linea compatta. Quindi si passa con decisione il rossetto sia sulle labbra superiori che su quelle inferiori, e per farlo durare di più, dopo la prima applicazione, si consiglia di passare della carta velina sulle labbra per togliere il colore in eccesso, mentre per fissarlo serve un velo di cipria prima di procedere con una seconda applicazione

Arredare la propria casa oggi sembra sempre più un’impresa da record dato che esistono migliaia di arredi e mobili tra cui poter scegliere e sembra non s abbia né il denaro né il tempo necessario per effettuare le dovute valutazioni eppure almeno una cosa si riesce a decidere a volte già a priori, ovvero lo stile che dovrà assumere l’ambiente domestico. E in cui andranno di sicuro sistemate delle sedute… vediamo come.

La moda delle sedie di lusso

Lo stile classico fa più vintage ma lo stile moderno fa più lusso? Non bisogna essere indecisi o almeno non si dovrebbe troppo: se è vero che la casa è lo specchio di chi vi abita, non dovrebbe risultare difficile o troppo complicato arredarla secondo i propri gusti e le proprie necessità, eppure nella maggior parte delle coppia ciò che più stressa è proprio l’arredamento della casa che spesse volte sembra essere in costante e continuo aggiornamento e non si finisce mai di acquistare mobilio di vario genere, ma a che pro? Dopotutto prima che stylish, un’abitazione dev’essere confortevole sia per gli abitanti che per chi viene invitato che leggerà eventuali stonatura nella linea generale dell’arredo come insicurezze esistenti all’interno della coppia che si riflesse sull’arredamento domestico.

Perché anche da queste piccole cose è possibile capire il carattere dei padroni di casa e capire perché hanno scelto un determinato pezzo di arredo in un determinato stile piuttosto che un altro. Per fortuna che uno dei ‘pezzi’ intramontabili e che non muoiono mai, nonostante mode, tendenze e stili cambino di continuo, sono le sedie, in special modo quelle di classe superiore, le sedie eleganti, che restano sempre un must have d’arredamento, pezzi unici più che rari, che molti si ostinano a collezionare ponendoli a mo’ di ninnoli su un pavimento. Che siano dalle forme classiche o dalle linee più moderne, da sempre le sedie donano fascino alla casa e non solo, introdurle in qualsiasi tipo di ambiente rende quest’ultimo subito diverso e non per niente le sedie che vengono scelte per ambienti domestici e per ambienti lavorativi sono diverse, dati i due diversi ruoli ricoperti.

Quando le sedie sono lo specchio dell’anima

Eppure sia in un ambiente più intimo che in uno professionale le sedie di lusso eleganti sono sempre di moda e non smettono di rendere speciale e di riempire uno spazio. Diversamente da altri tipi di accessori o di arredi, sedie eleganti entrate a far parte dello stile italiano e simbolo dell’Italia nel mondo, riescono a conferire un qualcosa in più, quel ‘surplus’ in grado di ricreare un’atmosfera raffinata ed elegante anche laddove l’arredamento circostante non parla lo stesso linguaggio. Le sedie di lusso oggi sono entrate anche all’interno dell’arredamento di treni e vagoni, basti pensare alle sedie di Poltrona Frau che rendono decisamente comodo il viaggio in treno in classe superiore, ma non bisogna dimenticare che Poltrona Frau ha avuto la sua fortuna grazie al suo creatore, Gio Ponti che, nel lontano ’65, creò la poltrona conosciuta come “Dezza”, che Ponti realizzò proprio per Poltrona Frau, e che ancora oggi è di fatto uno dei modelli più ricercati e noti al mondo e collezionato da parte degli amanti delle sedie. Di questa sedia esistono diversi ‘modelli’, anche disponibili in varie tonalità di colore così da rendere possibile la scelta dei colori in base al mood di chi sceglie.

Alcuni modelli della poltrona sono particolarmente pregiati perché arricchiti dalla presenza di poggiatesta in piumino d’oca, o per la struttura della sedia stessa che può essere trovata in faggio laccato a poro aperto, ma il collezionista presta attenzione anche alle finiture e alle imbottiture nonché ai cuscini, che spesso Poltrona Frau rende ancora più di valore impreziosendoli con una coppia di bottoni rivestiti in pelle.

Si ripete spesso e non solo da parte dei sedicenti esperti alla televisione ma anche i medici di base, che l’intestino è uno degli organi più sensibili presenti nel nostro corpo ed è talmente sensibile che a metterlo sotto sopra è anche lo stress, oltre alla eventuale cattiva alimentazione, e all’inquinamento di aria e acqua che possono realmente compromettere la salute e il suo funzionamento della flora batterica.

Perché la salute passa dall’intestino?

Ciò che anima e mette in moto l’apparato digerente intestino compreso naturalmente, è la flora batterica che è un elemento essenziale per il nostro organismo e di cui bisogna prendersi cura per bene senza comprometterne inutilmente l’azione. Poiché però siamo più abituati a trattarci male che bene, finiamo con il mangiare male anche troppo spesso e ciò si traduce in una conseguenza purtroppo inevitabile sulla flora batterica che viene sempre più bistrattata. Cosa significa trattare male la flora batterica?

In pratica, la flora batterica è formata da batteri buoni che sono nell’intestino per proteggere e preservare la salute di tutto il nostro corpo: quando, invece, il Lactobacillus Acidophilus e il Bifidobacterium Bifidus, ovvero per capirci quelli che costituiscono i principali membri della flora intestinale, vengono meno per qualsiasi ragione, ne approfittano i batteri ‘cattivi’. In pratica se la flora intestinale p formata dai cosiddetti batteri buoni, quando questi sono più debolucci e vengono meno, i veri batteri, quelli cattivi, non se lo fanno ripetere due volte e si moltiplicano al punto da rappresentare una minaccia per la salute del nostro intestino. Cosa fanno i batteri cattivi? In pratica, approfittano della debolezza della flora intestinale per proliferare e tentano, riuscendoci la maggior parte delle volte, la migrazione negli altri organi passando attraverso il sangue.

Come si comporta l’intestino

Nel momento in cui riescono nella loro impresa e invadono anche gli altri organi, c provocano tutte le infezioni possibili, ma cosa ancora più importante e per la quale bisognerebbe tenere di più alla salute del proprio intestino, è che compromettono la capacità dell’organismo di produrre vitamina B e di assimilare Calcio. Tolte queste ed altre funzioni all’organismo poco resta per la formazione di cellule e tessuti. Ecco perché sempre più si raccomanda di condurre una dieta sana ed equilibrata intesa come vero e proprio regime alimentare per contrastare i batteri cattivi: per aiutare in questa azione, è possibile anche assumere i probiotici, che effettivamente possono rivelarsi utili e benefici sulla salute di tutto l’organismo.

Oggi non si pensa che una mangiata al fast food o un’alimentazione disordinata possano incidere realmente sul funzionamento dell’intestino e per questo quando si percepisce qualche problema a livello dell’apparato digerente si pensa subito che una manciata di probiotici possa risolvere tutto. Attenzione: i probiotici si possono molto più tranquillamente integrare nella propria dieta quotidiana senza doverli prendere a mo’ di rimedio temporaneo, inoltre in questi casi bisogna prestare attenzione anche al tipo di probiotici assunti. Affinché i probiotici raggiungano l’intestino ancora sani e genuini, la loro coltura liofilizzata deve presentare una buona durata nel tempo, essere resistenti ai succhi gastrici e attraversare i Sali biliari: per questo è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di base per avere un’indicazione su quali assumere.

Inaugurato il 10 marzo 2012, il museo Casa Enzo Ferrari è quanto di più tradizionalmente moderno possa realizzare l’odierna architettura.

Il Museo Ferrari simbolo dell’Italia

Realizzato con un investimento di quasi 18 milioni di euro da parte della Fondazione Casa Enzo Ferrari, il complesso museale dedicato al mito è formato non solo dalla moderna struttura della galleria espositiva, ma anche dalla vecchia casa natale dello stesso Ferrari, da un’aula dedicata alla didattica e dal Centro Documentazione intitolato a Sergio Scaglietti, lo scultore della lamiera e il carrozziere di fiducia di Ferrari. Recuperato grazie a un efficace e profondo restauro scientifico che ha coinvolto anche l’officina del padre di Enzo Ferrari, il corpo abitativo originario oggi viene inglobato dal grande cofano della galleria espositiva, che nella sua forma particolare sembra quasi voler proteggere l’eredità di Ferrari.

Un cofano tutto giallo, proprio come il colore simbolo della città in cui sorge, Modena, e come lo sfondo del “cavallino” rampante. Risale al 2004 il concorso bandito per l’opera, che ha visto partecipare e contendersi l’appalto da studi di architettura di tutto il mondo, ma ad aggiudicarsi la sfida è stato lo studio Future System di Londra, che ha presentato il suo “Open hand”, nome quanto mai adatto a rispecchiare l’ideale abbraccio in cui la futuristica galleria coinvolge il complesso della casa natale Ferrari, e che dà origine a un tacito abbraccio tra modernità e tradizione.

Com’è strutturato il museo

La casa natale di Enzo Ferrari e l’officina del padre sono state protagoniste di un inteso restauro che ha riportato alla vita la struttura originaria così come Alfredo Ferrari l’aveva costruita a partire dal 1830. All’interno della casa natale è possibile rivivere il percorso di vita e i successi legati agli episodi più importanti della vita del “Drake”, attraverso cui è possibile avvicinarsi e comprendere la sua filosofia e il suo genio, raccontati dai testi di Leo Turrini. Il personaggio di Enzo Ferrari si accompagna indissolubilmente al mito automobilistico della Ferrari, quanto mai vivo all’interno del percorso multimediale creato proprio in quella casa da cui tutto ebbe origine.

Innovazione e modernità definiscono e plasmano il sistema realizzato per raccontare la vita e i successi di Enzo Ferrari, capace di inglobare illuminazione, proiezioni digitali e teche pieni di memorabilia del grande mito: è possibile ammirare i famosi occhiali neri che Ferrari portava sempre con sé, oppure la stilografica dall’inchiostro viola con cui firmava tutti i documenti, non mancano nemmeno le licenze di pilota rilasciategli negli anni e gli atti ufficiali della “Scuderia Ferrari”. Una vera e propria galleria dei ricordi in cui il visitatore viene guidato attraverso una sorta di biografia che gli si propone man mano.

Vi siete mai chiesti quante volte accedete a internet e se vi accedete più spesso usando il computer o tramite il vostro smartphone? Può sembrare una domanda strana, eppure il motore di ricerca più famoso del mondo, quello per eccellenza, secondo recenti ricerche viene ormai usato più da smartphone che da computer. Vediamo un po’ quali sono le stime su questo dato e come è cambiato per questo il nuovo algoritmo di Google.

Come gli smartphone hanno cambiato le nostre abitudini

Sembra proprio che ormai a chiunque abbia uno smartphone piaccia navigare su internet di più tramite phone anziché computer. Forse a molti questo dato non stupisce data l’enorme quantità di cellulari, smartphone e iPhone che si vendono ogni mese nel mondo, eppure per Google si tratta di un elemento che può fare la differenza anche di molto. Come detto, che alle persone piaccia navigare tramite smartphone piuttosto che tablet o pc, era indubbio dato che sul mercato ormai esistono e vengono immessi smartphone di ogni tipo adatti a ogni generazione di patiti internettiani e dotati delle funzioni più svariate e più incredibili, eppure ciò che piace di più al di là delle fotografie, della lettura degli ebook, delle più diverse App, è fare ricerche su Google.

Usare il motore di ricerca per eccellenza viene prima di tutto quando si ha uno smartphone in mano, ecco perché ormai sembra proprio che il presente e il futuro parleranno ‘mobile’: dato certo infatti, è che la maggior parte di richieste di ricerca su Google arrivano dagli smartphone e superano di gran lunga le ricerche effettuate da computer.

Quando Google approfitta del mobile

Effettuare ricerche su Google è diventato più easy grazie all’introduzione degli smartphone, il cui uso ha superato quello del computer: è questo il dato che è emerso da alcune ricerche che non farebbero altro che confermare quelle che sono ormai le attuali abitudini di navigazione delle popolazione mondiale, che sono decisamente cambiate a partire dall’immissione in commercio dell’iPhone. Una rivoluzione che ancora non si sapeva avrebbe cambiato così radicalmente le abitudini quotidiane delle persone: infatti, se prima dell’avvento degli smartphone esisteva solo il pc fisso su cui poter navigare e da usare per le proprie ricerche sul noto browser, dal 2007 si è assistito a una vera e propria virata a favore degli smartphone e inutile sottolineare come l’azienda che meglio ha reagito a questi cambiamenti è stata Google.

In conseguenza dell’uso maggiore degli smartphone, anche i costi degli annunci su Google hanno assistito a un aumento del prezzo dato che ora Google riesce a raggiungere l’utente nel momento preciso in cui effettua una qualsiasi ricerca da smartphone. Alla luce di questi dati, quindi, si è visto come le abitudini di ricerca e di utilizzo degli smartphone da parte delle persone siano effettivamente cambiate e ciò si è potuto evincere sia nella popolazione statunitense, da dove è partita la rivoluzione mobile, sia in altri nove paesi nel mondo in cui sembra che Google elabori almeno 100 miliardi di richieste di ricerca ogni mese tanto che l’azienda ha pensato bene di iniziare a favorire maggiormente i risultati ottenuti tramite mobile modificando il suo famoso algoritmo, ora definito da molti come MobileGeddon.