potenza del power bank

Ormai chiunque abbia uno smartphone o un tablet non può fare a meno di usarlo: il power bank al pari di altri dispositivi portatili è diventato un must have per chiunque teme che i propri dispositivi mobile abbiano bisogno di una ricarica in più durante la giornata. Vediamo come scegliere il power bank che più fa la proprio caso. Diciamo la verità: quante volte è capitato di correre qua e là per l’aeroporto o la stazione dei treni in cerca di una miracolosa presa elettrica perché lo smartphone si era improvvisamente spento?

Una paura che è capitata a tutti infatti, è quella di non arrivare a fine giornata con lo smartphone acceso e allora qualcosa bisognava pur fare per permettere a chi non ne aveva la possibilità di ricaricare senza presa elettrica il proprio dispositivo mobile, ed ecco che è spuntato fuori il power bank. Il power bank non è altro che l’ennesimo dispositivo portatile che va ad affiancare i già esistenti tablet e smartphone diventando il miglior alleato quando uno dei due inizia a cedere e si scarica lentamente. La prestazione del power bank dipende tutta dalla sua capacità e trovare il miglior power bank quello più adatto alle proprie necessità di ricarica non è poi impresa molto semplice, perché se dapprincipio si nota la capacità, poi si vorrà un power banck che dimostri anche ergonomia e praticità e maneggevolezza, insomma il power bank perfetto.

Il power bank è formato da un circuito interno, meglio noto come Battery Management System (BMS) che ha il compito di assolvere varie funzioni di protezione e sicurezza quali la overvoltage, la undervoltage, over temperature e altro, oltre alla normale protezione da corto-circuiti e presentare l’indicazione dello stato di carica attraverso un led o un display apposito. Questo tipo di circuito ha un assorbimento proprio, il che significa che implica una riduzione della capacità della batteria interna. Ciò significa che il valore dichiarato della batteria di un power bank non risulta mai realmente veritiero dato che il power bank deve alimentare il dispositivo sotto carica e se stesso. Il circuito interno assorbe a seconda della sua stessa efficienza e dell’energia che è capace di trasferire all’altro dispositivo. Una prima regola per scegliere un power bank efficiente e dalla buona ricarica è quella di valutarne uno che possieda una capacità almeno del 20% maggiore rispetto a quella del dispositivo per cui si intende comprare il power bank.

Le caratteristiche del power bank

C’è anche da considerare che se si compra il power bank per un dispositivo che si usa già da un po’ di tempo la sua batteria interna non avrà più la stessa capacità di quando il dispositivo era nuovo e quindi ciò implica che in questo caso basterebbe un power bank di capacità inferiore. nonostante ciò, è sempre preferibile ridimensionare la scelta del dispositivo di ricarica prendendo in considerazione anche altri fattori altrettanto importanti come l’ergonomicità, le dimensioni, la possibilità di poterlo portare con sé ovunque per la leggerezza del peso e quindi essere guidati nell’acquisto anche da un certo confort che il power bank dovrebbe assicurare.

monitor pc -ome scegliere quello perfetto

Chi è esperto di computer sa bene che ogni mese spunta sempre una novità nel settore e per essere sempre al passo coi tempi non basta cambiare computer ogni anno, ma bisogna cambiare anche monitor pc per poter godere della massima capacità risolutiva possibile. Eppure ogni modello di monitor pc sembra avere caratteristiche diverse e appare agli occhi di chi non è esperto del campo diverso dagli altri: vediamo quali sono le caratteristiche tecniche da prendere in considerazione quando si deve scegliere un nuovo monitor pc. Finalmente si è deciso di cambiare il vecchio computer e di acquistarne un altro che sia più moderno e performante e decisamente al passo con tutte le novità del settore: a un nuovo pc in genere si accompagna sempre un nuovo monitor pc, perché anche nel campo dei monitor ci sono sempre novità e non è detto che il vecchio monitor si possa adeguare al nuovo pc e viceversa.

Insomma, al nuovo pc bisogna abbinare un nuovo monitor che possa reggerne le performance e soddisfare appieno la scelta effettuata dall’utente. Ovviamente non tutti gli utenti sono esperti di computer e sanno quali debbano essere le caratteristiche tecniche di monitor che si vuole collegare al nuovo pc, per questo devono arrivare alla scelta del monitor ben informati su quali siano davvero le qualità che, in base al nuovo computer, il monitor pc deve avere. Bisogna, infatti, prestare attenzione a diversi elementi prima di poter decidere quale modello di monitor pc portare a casa: la prima cosa da notare in un monitor è la risoluzione dell’immagine.

Infatti, risoluzioni alte consentono di poter godere di dettagli dell’immagine decisamente più nitidi e per questo sono necessari pannelli dalle dimensioni adeguate: in pratica, la risoluzione e la dimensione della diagonale del monitor vanno sempre prese in considerazione a seconda dell’effettivo uso che si farà del monitor stesso e non solo in base alla spesa che si intende effettuare. Come si dovrebbe scegliere la risoluzione e la dimensione della diagonale è presto detto: se si desidera una risoluzione full hd ovvero di 1920×1080 pixel allora la scelta del monitor può ricadere su schermi che vanno da un minimo di 22 pollici a un massimo di 27 pollici.

Le caratteristiche tecniche del monitor del pc

In questo modo il monitor del pc andrà bene sia per essere sfruttato come schermo per godersi dvd e film sia per giocare con i videogames e naturalmente sarà anche appropriato a lavorarci tutti i giorni. Se invece, si desidera una risoluzione maggiore che parta dai 2560×1440 pixel, meglio nota come Wide quad hd, bisogna scegliere un monitor non inferiore ai 27 pollici di diagonale: si tratta di un particolare tipo di risoluzione particolarmente indicato per chi lavora con le immagini come foto e video.

Esistono poi anche risoluzioni più alte di queste, dette ultra hd, che corrisponde a quattro volte il full hd ovvero 3840×2160 pixel e ciò implica la scelta di monitor pc maggiori di 30 pollici. Sono risoluzioni indicate soprattutto per professionisti dell’immagine, ma sono ottime anche per godersi i videogiochi di ultima generazione.

friggitrice il buono di essere italiani

Quando si ha voglia di patatine fritte non si può resistere al gustoso richiamo e allora si scalda l’olio in padella per poter versare le patate surgelate: peccato che il risultato non sempre rispecchi le aspettative e non si ottengono sempre patatine fritte da fast food. Oggi questo problema si risolve facilmente con la friggitrice. Per fortuna che le gustose patatine fritte e qualsiasi tipo di fritto oggi possono essere cotti a casa proprio come nel fast food grazie alla friggitrice: evviva il progresso tecnologico che ha permesso alla friggitrice da fast food di entrare prepotentemente nelle case degli italiani e riservarsi il suo posticino in cucina. La friggitrice, infatti, oggi risulta effettivamente comoda se si ha lo sfizio di preparare qualche fritto in casa da soli, ecco perché è conveniente usarla al posto della solita padella che non assicura mai il risultato desiderato.

Oggi poi la friggitrice è diventata anche adatta alle persone che vogliono le patatine fritte ma senza olio, inoltre è un elettrodomestico che non sporca e non lascia gli stessi odori di fritto della padella. Quando si desidera una buona frittura, infatti, è necessario che l’olio sia stabile ovvero che non raggiunga mai il punto di fumo il che con la normale padella avviene spesso perché si attende che l’olio si scaldi senza pensare che troppo caldo l’olio può essere tossico per il nostro organismo. La friggitrice invece, permette di scaldare l’olio alla giusta temperatura, però bisogna saper scegliere anche l’olio dato che ci sono oli ad alto contenuto di acidi grassi che vanno particolarmente soggetti al punto di fumo e quindi anche se usa una friggitrice moderna è sempre meglio informarsi e stare attenti al tipo di olio per frittura che si usa, altrimenti si rischia di vanificare il risultato della frittura stessa anche con una friggitrice ottima.

Chi usa spesso la friggitrice sa come deve essere cotta e fino a che punto la frittura è ancora fragrante e soprattutto che tipo di olio per friggere usare: come detto qui l’attenzione va posta al punto di pirolisi che l’olio può raggiungere più facilmente in padella, dove non si riesce a tenere troppo la situazione di fumo sotto controllo, mentre la friggitrice oggi offre la possibilità proprio di regolare l’olio alle giuste temperature.

Come scegliere l’olio per la friggitrice

L’olio per friggitrice va scelto a seconda della quantità di acidi grassi presenti che determinano le temperature ideali per i diversi tipi di oli, basti pensare che in base alla diversità dei semi, di mais o di arachidi, e della stagione in cui l’olio viene raccolto è possibile avere delle leggere differenze. E se è facile ottenere una buona frittura grazie a una friggitrice ad hoc, bisogna anche saperla tenere con cura e curarsi della sua manutenzione anche se fa parte di quelle friggitrici che non sporcano e non ungono le pietanze.

Chi ha una friggitrice sa bene che non bisogna riutilizzare lo stesso olio di frittura più di 2-3 volte per le diverse fritture perché diventa tossico per l’organismo. Ecco perché almeno se proprio si intende non sprecarlo e usarlo per effettuare 2-3 fritture una dopo l’altro, l’olio migliore da preferire su ti gli altri è quello extravergine di oliva.

scegliere la culla per il bebe

Quando si sta per diventare genitori sembra di non avere più il tempo necessario per preparare la cameretta che dovrà ospitare il bebè il arrivo: tra le varie spese da affrontare per il bebè quella principale riguarda la culla. La scelta delle culle infatti, non è semplice soprattutto se si diventa genitori per la prima volta è difficile capire come poter scegliere una culla comoda: vediamo i diversi modelli di culle presenti sul mercato oggi e come portare a casa quella più adatta alle proprie necessità e a quelle del bimbo. Nonostante oggi si siano fatti passi da gigante nel dotare le mamme di oggi dei comfort più moderni per il proprio bebè, nessuna può rinunciare al vezzo di far dormire e riposare il bebè in una culla tradizionale anziché nella navicella della carrozzina, seppur comoda.

Far riposare e vedere dormire il bimbo nella culla forse rappresenta uno dei tanti sogni di chi diventa mamma per la prima volta, per questo c’è tanta apprensione intorno alla scelta della culla perché non si sa se l’acquisto fatto rispecchierà davvero le esigenze di comodità del bimbo e dopotutto è impossibile ricordare la propria esperienza di culla per capire come potrebbe essere quella ideale per il proprio bebè.

Che si decida di fare le mamme moderne e prendere al bebè una navicella o di fare le mamme tradizionaliste e preferire la culla, entrambe le soluzioni assicurano al neonato di poter godere di un ambiente assolutamente accogliente, protetto e fatto a sua misura, in cui non rischierà di rotolare giù ecco perché non si rivela proprio una buona idea far riposare il bimbo appena nato direttamente nel lettino che, invece, è meglio usare quando il bimbo avrà compiuto almeno sei mesi. Durante i primi mesi di vita del bebè, la neomamma dovrebbe tenere in considerazione alcune regole fondamentali che assicureranno il benessere del piccolo: il materassino della culla deve essere del tipo sottile e duro e per i primi tempi è inutile usare il cuscino, anzi è preferibile evitarlo proprio e inserirlo più avanti in un momento successivo, e dovrà essere al pari del materasso duro e sottile.

La culla come posto del cuore del bebè

Con la scelta del materasso, la mamma garantisce al neonato di assumere la posizione migliore e più naturale per la colonna vertebrale: infatti, nei primi mesi di vita la schiena può non sopportare di essere poggiata su una base troppo morbida ed elastica, che in realtà si rivela dannosa dato che le ossa del neonato non si sono ancora calcificate. Della culla bisogna prestare attenzione anche alla biancheria: il lenzuolino va ancorato bene al materasso perché non deve dare la possibilità all’infante di avvolgervisi dentro, inoltre le coperte dovrebbero arrivare all’altezza del torace e non oltre, perché il bimbo può rischiare di finirci sotto.

Inoltre sempre per salvaguardare la salute del piccolo nella culla è preferibile evitare di lasciare i giocattoli o peluche perché si crede possano piacere al bimbo: i giocattoli possono facilmente trasformarsi in fonte di pericolo per il neonati che potrebbe esserne sommerso o ingoiare pezzetti di pelo che sicuramente bene non fanno.

importanza dell acido ialuronico

Le donne farebbero di tutto per poter preservare la propria giovane età e non dover contrastare l’avanzare dell’invecchiamento: oggi ormai ci sono mille e uno trattamento per viso e corpo che promettono di soddisfare le aspettative di chi vuole rimanere giovane il più a lungo possibile. In realtà, oggi l’unico rimedio valido è quello a base di acido ialuronico. Oggi l’acido ialuronico è diffusamente utilizzato sia nel settore medico che estetico perché si è rivelato utilissimo per contrastare i primi segni dell’età tanto che sono sempre di più le signore che si sottopongono a trattamenti contro l’invecchiamento a base di acido ialuronico. Questa sostanza diventata in breve tempo una panacea contro le rughe, permette in realtà di rallentare l’avanzamento dell’età e tutti i primi e secondi segnali che si palesano sulla nostra cute.

Chi sperimenta i filler di acido ialuronico già dalle prime sedute potrà ammirare i miglioramenti che avvengono sulla propria pelle, ecco perché le donne di tutto il mondo, comprese le attrici di Hollywood, ricorrono al medico estetico per rimpolpare la pelle di viso e corpo con questi trattamenti e stirare le rughe di viso e collo, quelle più immediatamente evidenti. Per sfruttare infatti i benefici dell’acido ialuronico bisogna per forza rivolgersi a un professionista della medicina estetica che è l’unico autorizzato a eseguire certi trattamenti: nemmeno l’estetista più qualificata può effettuare i filler di acido ialuronico, solo il medico esperto può regalare una pelle più tonica e levigata alle sue clienti. Per questo molte estetiste lavorano direttamente affianco a professionisti per incrementare il traffico di clienti del loro centro estetico.

Il filler quindi, serve per contrastare e rallentare i primi segni di invecchiamento: la possibilità di effettuare tali trattamenti ormai è a portata di tutti, anche dei maschietti e infatti molti sono anche gli uomini che cedono ai filler di acido ialuronico per riempire quegli antiestetici solchi causati da profonde rughe presenti sul viso, mentre le signore adorano i filler che permettono di rimpolpare labbra e zigomi. L’acido ialuronico è diventato di diritto il più grande alleato delle donne nella lotta contro l’invecchiamento, eppure non è scontato che i filler di acido ialuronico possano essere effettuati su tutti, infatti c’è chi, dopo la prima seduta, non è stato entusiasta del risultato ottenuto: in realtà, ognuno di noi ha cellule della pelle diverse che ovviamente reagiscono in modo diverso ai trattamenti a cui vengono sottoposte. In molte donne e molti uomini i filler di acido ialuronico possono non sortire alcun effetto oppure la pelle può rispondere in modo anomalo con reazioni di intolleranza e di allergia agli ingredienti presenti nel mix del filler.

Quando l’acido ialuronico combatte il tempo

La reazione della pelle, quindi, si dimostra diversa a seconda dell’individuo e se il filler è andato male non dev’essere per forza colpa del medico che l’ha effettuato, per cui è possibile che la causa sia legata alle siringhe di acido. Le siringhe che si usano per questi trattamenti, infatti, presentano degli aghi particolarmente fini proprio adatti a far sì che l’iniezione venga effettuata in modo che l’acido ialuronico penetri nel profondo della pelle, ecco perché devono essere eseguite da un professionista che studia appositamente il modo in cui vanno fatte. Il trattamento in genere garantisce grandi risultati, ma bisogna tener presente che non sono permanenti né definitivi, e che bisogna ripeterli ciclicamente per mantenere il risultato ottenuto.

frullatore alleato in cucina

Impossibile non notare come in ogni cucina che si rispetti ce ne sia almeno uno: il frullatore a oggi resta uno dei fidati alleati in cucina per milioni di cuochi e cuoche provetti che hanno voglia di cimentarsi nella preparazione dei manicaretti più difficili e fantasiosi. Vediamo come può essere utile questo piccolo grande elettrodomestico. Che serva nella sua funzione originaria di frullare la frutta con altri ingredienti per ottenere dei gustosi concentrati e frullati di frutta fresca o che serva per sminuzzare gli alimenti e ottenere cremine e sughetti vellutati con cui condire e insaporire varie pietanze, due oggi sono i modelli di frullatore presenti sul mercato.

Oggi chi cerca un frullatore efficiente e pratico da usare può decidere di portare in cucina un prodotto un po’ più classico e quindi, si decide di acquistare un frullatore tradizionale che serva, appunto, a frullare frutta e verdura per preparare diversi tipi di bevande e dotato raramente di qualche accessorio, oppure si può optare per il frullatore a immersione che presenta caratteristiche tecniche ben diverse dal modello tradizionale oltre a essere maggiormente maneggevole e resistente. I minipimer presentano quindi, diverse proprietà che bisogna prendere in considerazione prima di procedere con l’acquisto del modello preferito, alcune di queste qualità infatti aiutano a evitare l’acquisto di altri elettrodomestici che vengono additati come gli unici a poter svolgere un determinato tipo di lavorazione.

Che sia il tipo classico o quello più moderno a immersione, un frullatore che si rispetti in genere è dotato di un tritatutto o semplicemente di belle lame taglienti e possiede una potenza adeguata a far sì che svolga e porti a termine determinate azioni come per esempio può facilmente sostituire le funzioni di un omogeneizzatore. Per cui a che vale spendere soldi per avere un omogeneizzatore se è possibile preparare le pappe per i bimbi con un normale frullatore? Basta solo scegliere un modello che per potenza, velocità e materiali di produzione sia un tantino più moderno rispetto al modello di frullatore che si aveva intenzione di portare a casa e senza fare l’acquisto inutile dello specifico omogeneizzatore. I frullatori moderni a immersione poi, possono facilmente fare le veci di un mixer e addirittura eguagliare un robot da cucina: ciò è possibile scegliendo il modello più all’avanguardia che significa anche più costoso, però la spesa vale la candela dato che comprando un frullatore mixer ci si risparmia l’acquisto del robot da cucina molto più dispendioso.

I vari tipi di frullatore

Inoltre il mixer permette di lavorare sfruttando una potenza maggiore ed è più resistente. In alcuni modelli poi si possono trovare anche diverse funzioni ma in questo caso la vera differenza la fanno le lame perché si muovono su tre traiettorie e assicurano tre tagli a rotazione quando frullano, mescolano e sminuzzano.

Il frullatore oggi poi può anche essere usato al posto di un tritatutto perché è un elettrodomestico che ha le qualità giuste per emulsionare e amalgamare bene gli ingredienti e quindi permettere di preparare in breve tempo salse e salsette, cremine, zuppe e anche diversi tipi di bevande, inoltre alcuni modelli di frullatori dotati di accessori specifici, possono diventare in men che non si dica ottimi tritatutto e tritaghiaccio.

materassi memory

Incredibile ma vero esiste un tipo di materasso su cui dormire è davvero rilassante e comodo e che permette di non girarsi e rigirarsi per trovare la giusta posizione che consenta finalmente di schiacciare il dovuto sonnellino: si tratta dei materassi memory, che hanno segnato una sorta di rivoluzione nel settore e di cui ormai nessuno può fare a meno. Vediamone tutti i vantaggi. Chi non ha mai sognato di riuscire a dormire un sonno profondo e tranquillo su un materasso nuovo: purtroppo è solo il desiderio di tutti che non sempre si realizza dato che in genere, i materassi devono prendere la forma del corpo di chi vi dorme su e ovviamente solo dopo molte volte si riuscirà finalmente a dormire bene sul proprio materasso che ha acquistato la forma del proprio corpo. E se esistesse un tipo di materasso su cui già dalla prima dormita, si riesce a schiacciare un sonnellino bello profondo?

Oggi esistono sul mercato i materassi memory che riescono proprio a regalare un bel sonno profondo fin dalla prima volta in cui ci si dorme e tutto perché sono fatti di un materiale speciale che subito acquista la forma del corpo. Inizialmente il materiale viscoelastico presente oggi nei materassi memory era stato sperimentato e usato dalla Nasa per proteggere i suoi astronauti dalle vibrazioni e dalle accelerazioni legate al lancio dell’astronave che erano abbastanza forti e potevano traumatizzarne il corpo. Invece, rivestendo la navicella di tale materiale viscoelastico sono riusciti ad attutirne le conseguenze. In seguito a cambiare la destinazione d’uso di tale materiale è stata un’azienda che ha pensato bene di inserirlo nei propri prodotti da letto per poter spedire i propri utenti nel mondo dei sogni.

La vera rivoluzione di questo materiale è che, come dice il nome stesso, riesce a memorizzare la forma del corpo di chi si stende sul materasso: il viscoelastico sfrutta, infatti, il calore del corpo per imprimere sul materasso memory la silhouette della persona in questione e restare modellato su quella forma. In realtà il viscoelastico si avvale di migliaia di microcelle che garantiscono una distribuzione uniforme della pressione del corpo e assicurano così all’utente un sonno profondo e il massimo comfort.

La forma che fa bene al sonno

In genere, nel momento in cui ci si corica il peso del proprio corpo viene distribuito su alcuni punti della superficie del materasso, ovvero nelle aree di pressione al livello di spalle, bacino e delle anche, in questi punti la pressione provoca una diminuzione del flusso sanguigno che determina a sua volta formicolii che costringono a cambiare spesso posizione durante il sonno, mentre i materassi memory favoriscono la circolazione del sangue e permettono la dissipazione delle tensioni corporee in modo che l’utente percepisca solo una sensazione di benessere tanto da non doversi girare e rigirare in continuazione alla ricerca della posizione più consona. In questo modo, il riposo diventa davvero rilassante. Il materiale viscoelastico memorizza la forma del corpo e si adatta a quest’ultima in modo immediato e l’utente può così dire addio a insonnia e stress notturni.

sicurezza del bimbo dipende dai seggiolini auto

Quando si vuole portare con sé il bebè in auto e non si intende rischiare la sua sicurezza perché si sa che con l’auto potrebbe incorrere in sbalzi e botte, è preferibile sistemare il bimbo in uno di quei pratici e comodi e soprattutto sicuri seggiolini auto. Nessun genitore vuole rischiare la salute e la sicurezza del proprio bambino quando si decide di farlo salire a bordo dell’auto, ecco perché non è solo il genitore apprensivo a preferirla, ma qualsiasi genitore preferirebbe sistemare il proprio bebè all’interno di un seggiolino auto che assicuri l’incolumità del bimbo e la sua salute quando è all’interno dell’abitacolo dell’auto.

Proteggere il bimbo in qualsiasi momento e da qualsiasi tipo di situazione che si può presentare durante il tragitto in auto è uno dei compiti dell’essere genitori e oggi per fortuna la tecnologia ha permesso un discreto progresso anche nel campo dei seggiolini auto per cui i genitori oggi hanno solo l’imbarazzo della scelta nel preferire un modello di seggiolino a un altro. Quando si deve scegliere il seggiolino per il proprio bimbo è bene sapere quali sono le marche migliori, che non è detto siano sempre i brand più noti, e questo è possibile verificarlo tramite le caratteristiche tecniche del seggiolino: dato che oggi nel settore infanzia c’è una concorrenza spietata, è bene che i genitori prestino attenzione a tutte le dotazioni dei seggiolini auto per poter procedere con la scelta più adatta al comfort e alla sicurezza del proprio bebè. Infatti, concorrenza a parte ci si renderà facilmente conto del fatto che ci sono determinate aziende che rispetto ad altre riescono sempre a soddisfare le aspettative e le esigenze di tutti i genitori anche di quelli particolarmente apprensivi.

Per poter capire se il seggiolino auto fa al proprio caso bisogna prendere in considerazione il sistema di sicurezza di cui è dotato e fare un mero confronto tra i diversi seggiolini auto bambini in base ai sistemi di sicurezza di cui sono muniti. Il seggiolino auto è prodotto in modo che in caso di potenziali collisioni con altre auto o di sbalzi più forti che si possono subire, il seggiolino non rischi di far fuoriuscire il bebè falle cinture di sicurezza ma piuttosto di tenerlo ben saldo. L’attenzione con cui si effettua la scelta è tutta dei genitori che hanno la piena responsabilità del tipo di seggiolino auto in cui sistemano il bimbo: gli esperti del campo garantiscono che è realmente possibile capire dal tipo di seggiolino se è quello adatto al proprio bimbo.

Come scegliere il seggiolino auto

Oggi i modelli sono tanti e quindi bisogna considerare i seggiolini che permettono di essere posizionati in senso contrario a quello di marcia fino a una determinata età del bebè per non rischiare sollecitazioni a collo e testa, quando si agganciano le cinture devono sempre essere ben tese e la le cintura e il bimbo lo spazio dev’essere minimo, del tipo che non deve passarci più di un dito. Inoltre, sempre preferibile che il seggiolino sia munito di sostegni laterali per attutire eventuali impatti laterali, e che lo schienale sia regolabile facilmente a seconda dell’altezza del bimbo, magari che sia dotato di poggiatesta reclinabile, utile per evitare di far sbilanciare il bebè in avanti.

epilatore e la lotta perpetua ai peli

Quante volte si pensa a come si starebbe meglio senza peli superflui e per sempre: oggi il desiderio di mote donne può essere finalmente realtà e si può finalmente rinunciare alla classica ceretta per passare a un trattamento più veloce e facile, ovvero all’uso dell’epilatore. Per riuscire a eliminare ogni mese i peli superflui molte donne devono sottoporsi alla classica tortura della ceretta dall’estetista ed è ormai un vero e proprio rito a cui si deve per forza partecipare per scongiurare una ricrescita veloce, eppure oggi esiste un modo per dire addio al dolore della tradizionale ceretta, e si chiama epilatore. Oggi è possibile scegliere l’epilatore che fa al caso proprio tra una vasta gamma di modelli tutti ugualmente validi alleati a combattere i peli superflui ma sicuramente non adatti a tutti i tipi di peli e di pelle.

Ancora una volta la tecnologia ci viene incontro al punto che dalla ceretta ci ha permesso di passare all’utilizzo degli epilatori, che ormai tutte le donne che vogliono risolvere la questione peli in modo veloce e indolore usano per la propria pace interiore. Gli epilatori sono dei veri e propri piccoli elettrodomestici che sono semplici da usare e molto pratici oltre che indolori. Perché continuare a sottoporsi alle sedute estenuanti e dolorose di ceretta a strappo se oggi c’è l’epilatore da poter usare comodamente in casa propria? E’ finalmente possibile evitare qualsiasi dolore legato ai peli superflui grazie al trattamento con l’epilatore e, anzi, oggi c’è anche quello a luce pulsata, che sono in grado di offrire lo stesso trattamento di quelli presenti nei centri professionali.

Luce pulsata ed epilatore normale: perché scegliere l’uno o l’altro
L’epilatore a luce pulsata distrugge il follicolo pilifero grazie al calore della luce pulsata impedendo la ricrescita del pelo: quindi, la luce pulsata può riuscire a risolvere una volta per sempre il problema della ricrescita dei peli superflui, però non è un trattamento adatto a chi ha la carnagione olivastra e più scura per cui bisogna fare attenzione alle controindicazioni di tale trattamento. Mentre decisamente adatto a tutti è l’utilizzo del normale epilatore con cui è possibile dichiarare ugualmente guerra ai peli superflui: la domanda infatti, non è tanto come si usa ma come riuscire a scegliere l’epilatore che si adatti alle proprie esigenze.

Per i pochi peli…

Oggi esistono nei negozi specializzati vari modelli di epilatori a luce pulsata ma bisogna premettere che, per quanto indicato per tutti, si tratta di un apparecchio che deve agire sull’epidermide estraendo il pelo con tutto il bulbo pilifero per cui si deve scegliere un modello che agisca in modo delicato sulla pelle senza danneggiarla. C’è da considerare anche che chi vanta pochi peli, può più facilmente risolvere il problema con la semplice ceretta, e ciò significa che l’epilatore risponde di più alla necessità di chi ha una quantità maggiore di peli di colore più scuro rispetto alla pelle e belli folti. La funzione dell’epilatore è quella di indebolire il bulbo pilifero estirpandolo alla radice e indebolendo la ricrescita permette man mano di diminuire la quantità e di cambiare l qualità stessa del pelo che pian piano diventerà più chiaro e sottile.

proiettore video tutto che devi sapere

Il piacere di poter guardare le proprie opere video preferite non ha prezzo per questo in molti sono oggi a scegliere di trasmettere su grande schermo i film proprio come al cinema grazie al proiettore video. Vediamo quindi, cos’è un proiettore video e come si usa e soprattutto perché preferirlo ai normali televisori. Il proiettore video è un dispositivo che riesce a far visualizzare su una parete o un telo video in grandi dimensioni e che hanno come fonte un computer, una videocamera o altro. In genere il proiettore lo troviamo nelle sale cinematografiche ma la tecnologia ci è venuta ancora una volta incontro e ha permesso al proiettore video di entrare anche tra le quattro mura domestiche per cui oggi non è più un sogno organizzare un cinema a casa propria o godersi l’effetto da sala cinematografica comodamente seduti sul proprio divano.

Il proiettore video va sistemato sotto il soffitto e a una distanza di circa tre o quattro metri, ma è possibile posizionarlo anche in altri posti e dove si preferisce. Questi dispositivi si presentano spesso di dimensioni e di peso tali da permettere il trasporto da un posto all’altro per cui è possibile trasformare in una sala cinematografica qualsiasi posto se si è dotati di in proiettore. Se si desidera un proiettore a installazione fissa è possibile scegliere tra quei dispositivi anche più ingombranti e pesanti, dato che una volta fissato al soffitto non si sposterà di lì, se invece si prevede un uso del proiettore più dinamico e si intende poterlo portare un po’ ovunque allora è meglio preferire un modello più leggero e dalle dimensioni più ridotte.

Va considerato che il videoproiettore è un apparecchio molto delicato al punto che se viene urtato o cade, può riportare danni gravi al cristallo o alla lente che consente di visualizzare le immagini. Il proiettore video oggi si può usare davvero nei modi più svariati: per esempio, in ambito domestico si può usare per realizzare in casa un mini proiettore con impianto home theatre per godere delle stesse emozioni di una sala cinematografica, ma forse ad amare particolarmente l’uso del proiettore video sono gli appassionati di sport che amano poter vedere sul grande schermo i loro beniamini e le più belle partite di calcio, basket, o gare di formula uno, come se fossero in uno stadio o direttamente sul circuito.

I diversi usi del proiettore

L’unica differenza sarebbe rappresentata dalla comodità del divano di casa. Vivere in casa propria le emozioni del cinema è possibile grazie all’alta risoluzione. Il proiettore per esempio viene anche usato in occasione di mostrare e per proiettare documentari al pubblico che partecipa alla mostra o a un evento di grande portata, ma non solo: oggi il proiettore non ne vuole sapere di andarsene da scuole e università in cui viene usato nella visualizzazione di appunti e lezioni permettendo agli studenti un maggiore apprendimento con tutto il vantaggio di non usare le vecchie lavagne. Di recente il proiettore trova uso anche durante i concerti per mostrare ai fans in visibilio i video delle canzoni mentre l’artista si esibisce .

scegliere la autoradio giusta

Chi viaggia molto e da solo sa quanto possa far compagnia la musica dell’autoradio: non solo usata per essere aggiornati in tempo reale sull’andamento del traffico sulle principali vie di collegamento, l’autoradio da sempre è un must per chi viaggia e in genere, ci tiene a scegliere un modello che sia ultra funzionali e dalle prestazioni eccellenti. Vediamo quindi, come scegliere l’autoradio migliore. Chi non ha mai provato il gusto di viaggiare con la compagnia della musica dell’autoradio? Questo apparecchio dai primi modelli ne ha fatta di strada e oggi è possibile installare nella propria auto una sorta di vero e proprio impianto dolby surround per potersi godere appieno le performance musicali dei propri artisti preferiti, ma anche per ha il piacere di ascoltare musica buona con una autoradio di qualità.

Oggi in commercio esistono diversi modelli di autoradio da poter sistemare nella propria auto, dipende dal tipo di auto e dal tipo di performance che si desidera dall’autoradio. L’autoradio quindi, si rivela un accessorio realmente irrinunciabile da installare in macchina perché permette di stare sempre in compagnia di una voce e tiene svegli durante viaggi dai percorsi particolarmente lunghi. Chi non riesce a rinunciare all’autoradio mentre guida la propria auto, deve avere il modello più moderno e più funzionale che consenta non solo di sintonizzarsi su qualsiasi frequenza radio per ascoltare la propria emittente preferita, ma anche di rilassarsi e non accusare la fatica di stare al volante per tante ore.

L’autoradio per molti è una vera e propria passione al punto che quando si ha un’auto propria la prima cosa di cui si vuole dotarla è una buona autoradio dato che si rivela difficile stare al volante senza ascoltare un po’ di musica. Oltre a tenere compagnia quando il tragitto da percorrere è molto lungo e quando si è da soli in auto, l’autoradio riesce a riempire il tempo che si trascorre alla guida della propria auto rendendolo piacevole. Ecco perché oggi la maggior parte delle auto sono vendute già dotate di autoradio di serie, ma se si sceglie un’auto che non ne è munita, allora tocca scegliere da soli la autoradio pioneer che sembra la migliore e si tratta di una scelta che può non essere così facile come si pensa. Nel caso quindi in cui si intenda acquistare l’autoradio nuova per la propria auto o sostituire l’autoradio vecchia, è possibile doversi scontrare con un mercato che è saturo di questi apparecchi e in cui si possono trovare modelli e tipi di autoradio prodotti sia da aziende importanti e note sia da aziende praticamente sconosciute.

Come scegliere l’autoradio

Inutile sottolineare come prima di effettuare l’acquisto, sia importante valutare le caratteristiche tecniche dell’apparecchio e la sua compatibilità con la propria macchina, altrimenti è del tutto inutile procedere alla scelta. Iniziamo col dire che l’autoradio è un dispositivo elettronico che si distingue sia per la potenza della ricezioni dei canali radio che per la presenza dell’rds e del dab, inoltre bisogna considerare anche il tipo di equalizzazione, il display, la retroilluminazione e se è dotata di antishock. A seconda delle proprie esigenze poi, si può optare per un’autoradio che possa riprodurre anche mp3 oltre a cd e dvd, e se proprio si vuole completare il servizio si potrebbe valutare l’ipotesi di dotare di uno schermo per sintonizzare gps e tv.

quando serve il deumidificatore

Quando si notano dei cambiamenti nella propria casa magari l’intonaco che viene via dalle pareti o la muffa che si fa viva in certi angoli della casa, significa che c’è un livello di umidità eccessivo e bisogna correre ai ripari, ma come? Il deumidificatore può contribuire a risolvere questi problemi, vediamo come. Pareti da cui se ne cade l’intonaco, angolini di casa in cui è evidente la presenza di muffa, mobili di legno che iniziano a marcire: questi sono i principali segnali che la casa soffre a causa di un elevato livello di umidità. In questi casi a poter dare una mano a risolvere il problema può intervenire il deumidificatore. Essenzialmente quindi, per potersi liberare dell’eccessiva umidità presente in casa è possibile scegliere tra due soluzioni ugualmente valide ovvero installare un condizionatore oppure optare per un deumidificatore.

Il condizionatore agisce sul livello di umidità tramite il processo di raffreddamento, che permette di estrarre l’umidità e di spazzarla via, ma solo operando con l’azione di raffreddamento e non con quella di riscaldamento. Al contrario il deumidificatore tradizionale non comporta alcun limite perché riesce a eliminare l’umidità in eccesso attraverso il processo di condensazione che la trasforma in acqua che si raccoglie nell’apposito contenitore. Se la propria casa presenta tutti i segnali che fanno presuppore la presenza di umidità, allora è arrivato il momento di passare all’azione e acquistare un miglior deumidificatore per risolvere il problema una volta per tutte.

Prima di procedere all’acquisto bisogna scegliere il deumidificatore più rispondente alle proprie esigenze valutando le caratteristiche tecniche di base che distinguono un modello dall’altro. Infatti, bisogna prendere in considerazione l’ampiezza volumetrica dell’ambiente che dev’essere deumidificato, la temperatura alla quale il dispositivo dovrebbe lavorare, la grandezza e il peso del deumidificatore stesso soprattutto se lo si intende usare anche in altri ambienti della casa. Inoltre bisogna contare anche il livello massimo di umidità asportabile, ovvero il numero di litri di acqua condensata nelle 24 ore, e quindi la capienza del serbatoio o eventualmente la presenza di un tubo che scarichi fuori l’acqua, la possibilità di regolare il grado di umidità, la presenza di filtri che servono a purificare l’aria e la possibilità di lavare questi filtri.

Le caratteristiche tecniche

In genere, i deumidificatori non tendono a cambiare la temperatura dell’ambiente come i condizionatori perché si limitano a regolare il tasso di umidità presente nell’aria e la loro azione si riflette inevitabilmente anche sul modo di percepire il comfort termico in casa per esempio se c’è troppa afa allora si percepirà il calore in modo maggiore, mentre se fa troppo freddo il clima secco lo renderà sopportabile.

I deumidificatori, quindi, servono per condensare l’umidità e per questo sono muniti di vano per la raccolta dell’acqua e di un sensore che avvisa quando questo vano è quasi pieno: nel caso in cui non sia stato svuotato e risulti pieno, infatti, il deumidificatore smette in automatico di funzionare segnalando che appunto, il serbatoio è pieno e va svuotato. In genere, al serbatoio per riempirsi servono fino a dodici ore di utilizzo del dispositivo.