Quando Google cambia le carte in tavola

google cambia le carte in tavola

Attraverso il nuovo algoritmo Google sembra volerla fare da padrone e le novità introdotte sembrano proprio attestare l’intenzione dell’azienda di indirizzare la rete nella direzione che gli fa più comodo: vediamo quindi, se davvero questo nuovo algoritmo di Google sia effettivamente stato creato a sua immagine e somiglianza.

Arriva MobileGeddon, il nuovo algoritmo di BigG23

È stato definito dagli addetti ai lavori MobileGeddon che forse può sembrar un nomignolo esagerato eppure questo nuovo algoritmo del motore di ricerca più usato e famoso al mondo probabilmente rappresenta il più grande cambiamento mai visto negli ultimi tre anni. Questo nuovo algoritmo è nato per essere maggiormente mobile-friendly dato che la stessa Google ha confermato che oggi le ricerche sul web vengono effettuate più tramite smartphone che computer. Tenendo in considerazione quindi i dispositivi mobile, la nuova composizione dell’algoritmo si rivela essere nient’altro che lo specchio di come l’azienda usi il proprio potere di mercato per velocizzare i cambiamenti di internet.

Il nuovo algoritmo è stato creato proprio perché Google possa cambiare la rete a sua immagine e somiglianza attraverso gli stessi risultati di ricerca che fungono così da leva per guidare tutti nella direzione in cui desidera. Quando Google ha lanciato questo nuovo algoritmo era già stato annunciato che sarebbe soprattutto stato realizzato per favorire l’usabilità da dispositivi mobili che sono così diventati un elemento di posizionamento: vediamo meglio cosa ha implicato questo cambio di algoritmo.

Cosa significa essere mobile-friendly

Poiché le ricerche da dispositivo mobile hanno di gran lunga superato quelle effettuate tramite computer a livello globale, Google ha pensato bene di offrire risultati di ricerca migliori e per farlo deve assicurarsi che le pagine web siano visibili per tutti gli utenti che effettuano le ricerche: ecco perché ora Google favorisce nel posizionamento quei siti ottimizzati per dispositivi mobili. Questo cambiamento pro-mobile, quindi, consente all’utente di sperimentare una nuova e migliore esperienza di navigazione da smarthphone, per cui i risultati delle ricerche su Google effettuate usando uno smartphone prendono ora in considerazione l’ottimizzazione per gli stessi dispositivi mobili. Questo cambiamento però, non avrà alcuna ripercussione sulle ricerche effettuate normalmente tramite computer.

In pratica ora Google riconosce automaticamente se un sito web è mobile-friendly o meno attraverso diversi elementi necessari per l’usabilità del sito mobile, come l’impostazione di una viewport esatta, o la presenza di contenuti non visibili da smartphone o ancora link troppo piccoli e vicini tra loro per essere toccati. Per aiutare i siti web a comprendere e abbracciare in toto tale cambiamento, esistono facili e veloci guide per l’ottimizzazione e lo strumento di usabilità su dispositivi mobili con cui è possibile scoprire come Google legge il sito web interessati e quindi quali sono le azioni da compiere per rendere il proprio sito web mobile-friendly.